
Avellino rabbia degli operai
VELLINO (25 febbraio) - «È stata decisa una sorta di tregua. Il Prefetto ha garantito che non si ripeteranno altre cariche nei prossimi giorni nei confronti dei lavoratori in presidio alla Fma. Avremo inoltre una specie di accompagnamento silenzioso di un gruppo della Digos di Avellino che scorterà fino a Roma le cinquecento persone che verranno all’incontro di venerdì».
Questo, nelle parole del segretario della Fim Cisl Giuseppe Zaolino, l’esito del confronto col prefetto Blasco, al quale hanno preso parte tutti i 24 rsu dello stabilimento Fiat di Pratola Serra con i rappresentanti Fim, Fiom, Fismic, Uilm e Ugl. Con loro un centinaio di lavoratori. A Pratola Serra prosegue il presidio davanti allo stabilimento, per il momento, fino a venerdì.
«Il prefetto - racconta Giuseppe Morsa, rsu di Fiom Cgil - ci ha spiegato che è stata ridotta la presenza delle forze dell’ordine. Ma resta il fatto piuttosto serio che abbiamo subito una violenza inspiegabili». All’origine dell’intervento degli agenti, aggiunge Zaolino «anche delle incomprensioni con la Fiat».
Blasco ha apure assicurato di coinvolgere responsabilmente il sindacato, in modo che in seguito non si verifichino episodi del genere. «C’è stato un sano realismo. - commenta ils egretario della Fim Cisl - Si è voluto far prevalere il valore del lavoro e la difesa dei posti di lavoro, pur avendo la prova provata che i manganelli ci sono stati».
Ora l’attenzione si sposta ora all’incontro di domani al ministero del Lavoro. Claudio Scajola affronterà il caso Fma assieme al presidente Cosimo Sibilia e a Giuseppe Solimine, all’assessore regionale Riccardo Marone, ai rappresenanti delle organizzaioni sindacali e ai dirigenti di Fiat auto, Ernesto Auci, Paolo Rebaudengo e Mario Vitali.
Anche il senatore del Pd, Enzo De Luca ha chiesto un incontro con il governo attraverso una interrogazione parlamentare sulla crisi dell’industria automobilistica, sul quale nei giorni scorsi la senatrice Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato aveva chiesto alla maggioranza di discutere. Da parte sua, De Luca facendo riferimento alle situazionia ll’Fma e all’Irisbus di Valle ufita, interroga i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e dello Sviluppo, Scajola, su «quali provvedimenti siano stati previsti per garantire a questi lavoratori e alle loro famiglie una prospettiva di lavoro e dunque un futuro più stabili».
Domani, a Roma giungeranno «tra gli otto e i dieci pullman - dice Antonio Spera, rsu di Fismic - ci incontreremo anche con l’assessore Solimine per capire quale potrà essere il contributo economico della Provincia. La stanchcezza si sente, ma non molliamo perché l’intento di tutti, lavoratori e sindacati, è che la vertenza si risolva, altrimenti sarebbe un dramma per tutta la provincia di Avellino. Per questo chiediamo la produzione del motore della Panda: se Fiat ritiene che Termini Imerese è uno stabilimento logisticamente inadeguato, non può nemmeno pensare di fare l’auto a Pomigliano e i motori in Polonia, sarebbe una contraddizione».
Intanto, davanti ai cancelli della Fma è giunta anche la solidarietà di Luca Persico, O’ Zulu dei 99 Posse, che, accompagnato da don Vitaliano Della Sala ha voluto incontrare gli operai.
«Ho ascoltato i loro racconti - dice - soprattutto a proposito della carica di domenica scorsa. L’assurdo è che i camion che dovevano portare i motori nel Lazio, cosa che doveva giustificare l’urgenza del momento e l’intervento della Polizia, a Cassino non ci sono mai arrivati, quasi a dimostrazione che a provocare quei momenti di tensione è stata la stessa Fiat. Ma in molti ci chiedono anche di tornare per un concerto, che faremo certamente la settimana prossima con il gruppo dei Pratola Folk».
Roberta Mediatore Il Mattino inserito da Michele Pappacoda