
protesta
Gragnano. «Quali criteri si stanno adottando nella scelta degli edifici da abbattere? Vogliamo che i veri responsabili di questo scempio vengano individuati». È questo l’ultimo sfogo dei rappresentanti dei comitati contro gli abbattimenti dei Monti Lattari, che nelle ultime ore hanno organizzato una nuova manifestazione di protesta per giovedì 25 febbraio in piazza del Plebiscito a Napoli davanti alla sede della Prefettura. Lo scopo del sit–in sarà ancora una volta quello di chiedere lo stop delle demolizioni che nel territorio dei Lattari stanno scatenando una vera e propria emergenza sociale. «Ciò che chiediamo al prefetto di Napoli Alessandro Pansa, – affermato Giuseppe Comentale, presidente dell’associazione ”Arcobaleno” – è di sapere quali sono i criteri che vengono adottati nella scelta dei manufatti da abbattere, ma non solo. Bisogna che vengano individuati i veri responsabili visto che in molti Comuni interessati dalle demolizioni manca da oltre 50 anni un Piano Regolatore». La nuova protesta è stata organizzata all’indomani degli ultimi incontri saltati o non andati a buon fine proprio in Prefettura. Due settimane fa, l’11 febbraio, i rappresentanti dei comitati vennero respinti dal prefetto mentre andò solo relativamente meglio qualche giorno dopo, quando le associazioni vennero ricevute da Pansa, ma senza nessun risultato. Il prefetto, infatti, non fece altro che sottolineare la sua impossibilità nel bloccare le ruspe di fronte a delle sentenze esecutive. «Stiamo seriamente pensando di sciogliere il comitato di associazioni. – aveva dichiarato pochi minuti dopo l’incontro il coordinatore delle associazioni, nonché presidente di ”Amici del Territorio” Domenico Elefante – Siamo molto sfiduciati, non vorremmo illudere più nessuno con questa lotta, c’è gente che ci ha confessato di pensare a gesti disperati, e che ha bisogno di aiuto al più presto. La nostra lotta è inutile se le istituzioni non si smuovono: c’è bisogno di un decreto legge che sospenda le demolizioni». Intanto a Massa di Somma le ruspe sono oggi pronte ad abbattere i manufatti abusivi costruiti nell'area delle ex 219. Strutture di cemento e lamiere cui si sono poi aggiunte aree recintate e edificate senza permessi sui suoli comunali. «Operazione che non ci lascia scelta - dice il sindaco Antonio Zeno - le ordinanze di abbattimento sono state tutte ignorate dai responsabili che potevano provvedere a tempo debito. (Francesco Ferrigno -Il Mattino)
inserito da Michele Pappacoda