
terremoto
Nel capoluogo colpito dal sisma si torna a chiedere la riapertura della zona rossa con un'iniziativa simbolica che vede i cittadini depositare le chiavi delle loro case sulle transenne.
MILLE CHIAVI PER LA CITTA
Vicolo dopo vicolo, senza ordine, a piccoli gruppi: i cittadini aquilani ritornano per la prima volta nella zona rossa. In luoghi che possono solo ricordare come erano prima del 6 aprile. Quelle stesse traverse dove le macerie non sono state neanche ordinate e le porte e le finestre sono spalancate,in balia di chiunque. I più anziani radunati, in un angolo di piazza Palazzo - dove si trova, tra l'altro, l'antica sede del Municipio - cantano: "L'Aquila bella me', tu mi sci vist' e' nasce tu mi sci vist' e' scesce, cusci' te voglio revede"'.
Il resto del centro, però, è silenzio: nessuno davanti alle macerie in quella che è stata la propria casa o la propria scuola ha il coraggio di dire una parola di troppo. "
E' il regalo più bello che potevo farmi per il mio compleanno di domani - commenta Donatella Capulli, tra i manifestanti - perché non avrei mai sperato di poter tornare alle mie strade, dove sono nata". I cittadini che in queste ore stanno calpestando la zona rossa dell'Aquila sono molti di più rispetto ai trecento protagonisti della mobilitazione dei giorni scorsi".
I terremotati depositano le chiavi sulle transenne che delimitano il centro. Il sindaco Massimo Cialente: "I problemi sono tantissimi. Mancano case. Non esiste la normativa per togliere le macerie".
da shy tg 24ore Michele Pappacoda