
Cetara divieto di pesca tonno rosso
Lucia Criscuoli Problema "fermo" per oltre un anno delle pesca del tonno rosso e si riapre la polemica. Un dramma per oltre 500 famiglie di pescatoti, salernitani e cetaresi che, per tutto il 2010 e, forse, fino al 2012, non potranno pescare il pregiato tonno sul quale, da secoli, hanno puntato tutta la loro economia legata alla ricchezza del mare. Questa mattina, dopo la riunione di sabato scorso presso il comune di Cetara, una delegazione di pescatori, accompagnati dal senatore Alfonso Andria e dal primo cittadino di Cetara, Secondo Squizzato, si recherà a Roma per incontrare il sottosegretario Buonfiglio per esporre le ragioni dei pescatori e dei centinaia di lavoratori di piccole aziende che vivono sulla lavorazione dei pesci e dei loro derivati. Alla riunione di sabato scorso, che si è svolta nel Salone Benincasa a Cetara erano presenti oltre 250 persone, tra armatori, pescatori, politici e semplici cittadini. Hanno partecipato, tra gli altri i consiglieri regionali Ugo Carpinelli e Gianfranco Valiante, i consiglieri provinciali Paolo Russomando e Giovanni Coscia, in rappresentanza del comune di Salerno. «Siamo grati a chi ci è vicino a questa battaglia e ci aspettiamo di ricevere il sostegno da tutte le forze politiche e dai rappresentanti delle istituzioni - dice Squizzato - centinaia di persone rischiano di perdere il lavoro ma è una intera economia ed una edentità locale che potrebbe essere cancellata». «Il definitivo stop alla pesca del tonno rosso - dice Gianfranco Valiante - sarebbe un colpo gravissimo all'economia della provincia di Salerno. Il tonno rosso è sì una specie da tutelare attraverso l'esercizio di una pesca responsabile e compatibile ma non è pensabile chiudere dall'oggi al domani la commercializzazione portando all'estinzione un intero comparto produttivo. Tutte le forze politiche salernitane dovrebbero mobilitarsi per scongiurare la gravissima crisi del settore e salvare centinaia di posti di lavoro». La mobilitazione è scattata dopo che il Governo Berlusconi ha inserito questa specie ittica nella lista di quelle protette della Convenzione dell'Onu per la fauna e la flora selvatiche minacciate d'estinzione, stabilendo il conseguente divieto di commercio. Un divieto che colpisce Salerno e Cetara anche perché anche lo scorso anno, per motivi di violazione di alcune rigide norme, i pescatori sono stati costretti a "non pescare" e tornare a casa senza stipendio e senza alcun sostegno per le loro famiglie. Una situazione che potrebbe diventare stabile se il progetto che riguarda il tonno non verrà ritirato consentendo ai pescatori salernitani di sopravvivere. Anche perché la crisi non è provocata dai pescatori locali, quanto dalle grandi navi che attraversano il Mediterraneo catturando il pesce. fonte Il Mattino inserito da Michele Pappacoda