Positano, costiera amalfitana. Riceviamo e pubblichiamo.
Caro Professore, mi fa un immenso piacere vedere che Lei continua a stuzzicare l'appetito dei possibili candidati su argomentazioni che normalmente dovrebbero essere trattate in una civile società che si domandi come vuole il suo futuro, cosa vuole lasciare ai propri figli. Temo però che in questo paese agli attuali amministratori importi pù cosa vogliono loro e poco cosa vuole il paese. C'è una frenetica corsa ai numeri più che al consenso che permetterebbe di amministrare con più serenità. Si tireranno fuori fantomatici progetti inutili che comunque, una volta eletti, rimarrebbero nei cassetti come sempre. Perchè promettere ciò che poi non si è certi di mantenere? Perchè non ascoltare le persone che vivono le difficoltà quotidiane ed aiutarle in questo? I Positanesi non vogliono grandi cose ma tante piccole soluzioni al vivere giornaliero. Le Sue proposte sono di facile attuazione e porterebbero di nuovo un'attenzione sul paese, incrementando le presenze nei periodi invernali. La prima cosa da fare è la creazione di uno spazio eventi polifunzionale, per poterci portare dall'incontro di boxe al più nobile concerto di musica classica. Vito Cinque