Il Cantico dei cantici
Con l’uomo si innesta nell’evoluzione biologica e cosmica il pensiero , la coscienza . che fanno assumere un valore nuovo a tutta la creazione . L’uomo è l’unico essere in grado di pensare a se stesso e di farsi coscienza e voce del creato”( Facchini)
Alla luce di queste parole vorrei oggi fare menzione di un testo dell’Antico Testamento, che mi sembra stia molto bene come corollario a questo riferimento sulla creazione dell’uomo. Si tratta del Cantico dei Cantici, un vero capolavoro di poesia d’amore tra un uomo e una donna e che raggiunge vette di sublimità nelle sue poetiche descrizioni. Questo amore è diventato sia l’icona dell’amore tra Dio e il suo popolo eletto di Israele che tra Cristo e la sua sposa ,la Chiesa.
E’un cantico dell’intimità , della reciproca dedizione., dove il dialogo fa da padrone e dove c’è uno scambio tra due voci che proclamano all’universo il loro amore e lo sigillano per sempre. Dopo la descrizione della situazione dell’uomo e della donna nel Paradiso terrestre che troviamo nel Genesi, questo cantico descrive l’amore sponsale della coppia umana dopo la caduta, cioè proprio dopo che Adamo ed Eva “ si accorsero di essere nudi”e conobbero così di dover morire .
E’ un cantico dell’amore che diventa liberamente scambiato nonostante il peccato è la celebrazione di un amore erotico e lirico insieme ,di un amore totale e totalizzante ,ma comunque incarnato nel tempo, nella storia e soprattutto nel corpo.
Il messaggio del Cantico dei Cantici appare in tutta la sua chiarezza:è possibile vivere l’amore sulla terra ,nonostante la contraddizione del male, perché esso è un frammento del divino nell’umano. Ma chi non crede nell’amore umano integrale , e questo è sottolineato nel testo,chi non crede nel valore del corpo come via per una reale fusione e dialogo tra due esseri, chi non crede nella fiamma divina dell’amore che sgorga dal cuore di un uomo e di una donna , non può credere all’amore di Dio per lui, perché quello di Dio per l’uomo è come un amore sponsale,cioè è bisognoso del corpo, della mente e dello spirito fusi insieme per esistere. Quindi dal testo si evince una fondamentale verità: l’amore rende due uno, ma non è un fondersi perdendo se stessi, bensì un’unione che crea amore in cui sia Dio e l’uomo, che l’uomo e la donna restano sempre se stessi ,pur diventando una cosa sola
Va ricordato però che l’amore umano, diversamente da quello di Dio ,ha comunque in sé presenti e attivi i germi della sua fine , della morte .Per questo va difeso dall’usura legata al peccato, al limite personale e al desiderio malato di possesso presente in ogni uomo
Dice il testo:
“ Mettimi come un sigillo sul tuo cuore / come sigillo sul tuo braccio/perché forte come la morte è l’amore/ tenace come gli inferi la passione:/le sue vampe sono vampe di fuoco/una fiamma del Signore!/Le grandi acque non possono spegnere l’amore/né i fiumi travolgerlo”( 8,6-7)
Ecco dunque, sottolinea ancora il testo, che nella vita si danno due assoluti, l’ amore e la morte e che c’è una lotta continua tra le due forze, in attesa della vittoria finale dell’amore , cosa che può avvenire solo alla luce di Dio . L’amore dell’uomo e della donna partecipa certamente al fuoco dell’amore di Dio, ma corre sempre il rischio di potersi spegnere ,anche se comunque le grandi acque del caos e del diluvio della vita non preverranno su di esso. Noi dobbiamo imparare a coltivare l’amore umano come si fa con un giardino,per cui il Cantico dei Cantici celebra l’amore sponsale non da solo,ma in compagnia del creato e con immagini quasi bucoliche.
Non dobbiamo dimenticare che è scritto che quando Dio creò l’uomo e la donna vide “ che era cosa bella”. Perciò il vero amore è più forte di ogni morte,in quanto legato indissolubilmente proprio a quella bellezza “ vista”da Dio nella creazione . Per non far morire l’amore dobbiamo però sapere che non è possibile che siano sempre gli altri ad accenderlo e a renderlo vivo, l’amore ci chiama in prima persona , non accetta compromessi al dare e richiede la continua vittoria del tu sull’io, altrimenti si parla d’altro. In una parola l’amore esiste solo quando si perde…
Il pittore M. Chagall ha realizzato 12 dipinti su 5 particolari tele, proprio per rappresentare il Cantico dei Cantici ,volendo rappresentare la stagione dell’amore dei due personaggi del Canticoinsieme a tutto il creato che partecipa così a questo amore illuminato dal sole e dalla luna. Il pittore dipinge in quelle tele la vita, laTorah e l’amore in forme simboliche e attraverso pennellate di colore vuole condurre ad una visione unitaria. Infatti i simboli bipolari della sponsalità, l’uomo e la donna,attraverso la fusione dell’amore giungono infine all’unità. Il colore base dei dipinti è perciò il rosso che indica la passione e il colore del sangue. E’ una vera esplosione di forme e colori “in volo”!
Dio è qui, esclamava Chagall, quindi ovunque si compia una sinfonia d’amore capace di portare nuovi colori alla vita . L’amore fa nuove tutte le cose ( Ap.21,5)
“ Si leverà un’altra stella
e dai tuoi occhi prenderà il volo una colomba.
Io vorrei esaudire il tuo sogno,
mostrarti un’altra verità.
Attingere alla tua luce
i miei colori”
(M.Chagall)
Trudy Borriello
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