
Super Alvi
SALERNO (12 febbraio) - La Guardia di Finanza ha eseguito una serie di controlli e verifiche nei punti vendita dell'ex gruppo Alvi, oggi in buona parte passati all'Alpa Srl. Le verifiche sono nate a seguito delle denunce presentate dalle organizzazioni sindacali - e segnatamente dalla Confsal - in merito a presunte irregolarità nei passaggi burocratici, amministrativi e contrattuali, ma anche da svariati rilievi mossi dal Tribunale fallimentare e "girati" dal giudice fallimentare alla sezione criminalità economica della Procura della Repubblica di Salerno.
Nei punti vendita - dodici in provincia di Salerno: tre nel capoluogo, uno rispettivamente a Baronissi, Battipaglia, Cava de Tirreni, Giffoni Sei Casali, Nocera Superiore, Pontecagnano Faiano, Sapri, Sarno e Siano - le fiamme gialle hanno interrogato i lavoratori presenti, chiedendo informazioni sulle condizioni di lavoro, sui passaggi aziendali subiti, sulle retribuzioni e anche sugli orari di lavoro.
Nel mirino il passaggio di supermercati e ipermercati e dei relativi dipendenti dalle società del gruppo Alvi (la capofila Alvi Spa, dichiarata fallita, ma anche Iperalvi, Superalvi e altre realtà minori) all'Alpa Srl (che i più ritengono comunque riconducibile alla famiglia Villani), una piccola società - il capitale sociale è di appena diecimila euro - che in pochi mesi ha rilevato a vario titolo la gestione di una trentina di punti vendita subentrando anche nella titolarità dei rapporti di lavoro con oltre 700 dipendenti. Per i quali - denuncia ora la Confsal - il passaggio s'è rivelato un vero e proprio calvario: «Non esiste alcuna prospettiva aziendale e occupazionale - denuncia Agostino Arguto, segretario provinciale della Confsal - permangono forti incertezze retributive, con la tredicesima e quattordicesima mensilità del 2009 non corrisposte, la retribuzione di dicembre pagata soltanto a fine gennaio, e buste paga sistematicamente irregolari». Ma stando agli atti le inadempienze sarebbero solo in parte imputabili all'Alpa, subentrata nei rapporti di lavoro soltanto tra ottobre e dicembre.
In ogni caso per la Confsal i dipendenti oggi sarebbero inquadrati - e retribuiti - in maniera difforme e penalizzante rispetto al precedente contratto con l'Alvi.
La preoccupazione più grande attiene alla gestione dei punti vendita con «un'evasione degli ordinativi delle merci - hanno denunciato i lavoratori alla Confsal - che non raggiunge il 40%». In sostanza i fornitori avrebbero già "tirato la cinghia" e nei supermercati starebbero emergendo le prime difficoltà di approvvigionamento.
«Diamo atto alla magistratura, all'Ispettorato del lavoro e alla guardia di finanza - gongola Arguto dopo i controlli di ieri - che con grande celerità si sono attivati per fare chiarezza su una triste vicenda che coinvolge centinaia di giovani lavoratori».
Muto per tutto il pomeriggio di ieri il telefonino dell'amministratore dell'Alpa, Bartolomeo Pagano. E di poche ma eloquenti parole anche il curatore fallimentare dell'Alvi, Tommaso Nigro: «Non sono al corrente - ha detto - di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza nei punti vendita ex-Alvi. Sono tuttavia dell'avviso che sui passaggi dei punti vendita da Alvi ad Alpa potrebbero esserci novità già nella prossima settimana».
Di più non dice, anche se tutto lascia immaginare provvedimenti da parte del tribunale, che potrebbe richiedere la revocatoria di tutti o di alcuni degli atti a suo tempo stipulati tra Alvi e Alpa. Una possibilità che riporterebbe tutti i punti vendita - e i relativi lavoratori impiegati - nella galassia Alvi. Con le conseguenze, e soprattutto con le prospettive, che allo stato non è facile immaginare.
fonte il Mattino di Napoli inserito da Michele Pappacoda