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11/02/2010

Berlusconi: «Bertolaso perseguitato»-E rilancia una nuova legge sui pentiti

Bertolaso e Berlusconi (Lapresse
Bertolaso e Berlusconi (Lapresse

Intervento a 360 gradi del premier: «Completeremo
la riforma della giustizia, compreso il processo breve

ROMA - «C'è uno sport nazionale: andare a deprimere chi fa il bene del Paese. E questo è un male italiano che io mi sento di denunciare». Silvio Berlusconi è al Tempio di Adriano, a Roma, per la presentazione del libro di Bruno Vespa «Donne di cuori». L'occasione è propizia per parlare dei temi caldi di giornata, a partire dall'avviso di garanzia a Guido Bertolaso per corruzione nell'ambito dei lavori del G8 alla Maddalena.

 

«PROCESSI INFONDATI» - Berlusconi ha parlato con il capo della Protezione civile e avanza la possibilità che non lasci l'incarico: «Il Consiglio dei ministri ha respinto le dimissioni. Gli ho riferito dell'applauso del Consiglio dei ministri e lui mi è parso voler continuare». Quindi attacca ancora una volta la magistratura e i processi infondati: «Che ci sia una categoria, a spese del contribuente, che perseguita il primo contribuente e il principe della Protezione civile con processi che risultano infondati, è un male dell’Italia. Non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici». Sull'ipotesi di nominare Bertolaso ministro (annunciata dal premier a fine gennaio), risponde così: «Vedremo come si mette». Il premier nega invece di avere l’intenzione di nominare Gianni Letta vicepremier.

RIFORMA GIUSTIZIA - Sempre in tema di giustizia, Berlusconi ribadisce di voler concludere le riforme entro la legislatura, inclusa quella sul processo breve. Altro punto, la legislazione sui pentiti: «Va cambiata, ma è invece convincimento del governo che questa riforma debba essere inserita nell'ambito della completa riforma della giustizia. Le dichiarazioni dei pentiti devono avere riscontro nella realtà dei fatti». E rispondendo all'accusa che il Parlamento sia impegnato a risolvere i suoi problemi giudiziari: «Posso giurare che nessuno dei fatti di cui mi si accusa sono veri. Io non ho problemi giudiziari, subisco aggressioni giudiziarie». Sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino: «In questo Paese siamo alla giustizia spiritica».

PAR CONDICIO - Ma il discorso del premier, come d'abitudine, è ad amplissimo spettro. Evidentemente a proprio agio nel salotto (questa volta non televisivo) di Bruno Vespa, affronta anche la candidatura di Draghi alla presidenza della Bce e la questione della par condicio, dopo le polemiche sul regolamento varato dalla commissione di Vigilanza Rai. «Si deve abolire la par condicio, liberticida e assurda, reintroducendo presenze televisive proporzionali ai voti» dice Berlusconi. Il premier ha poi sottolineato che l'arrivo in Rai di trasmissioni condotte da giornalisti «non di sinistra» come Belpietro o Paragone fanno da contraltare a quelle di altro orientamento (il premier ha sottolineato che Porta a Porta è esclusa dalle critiche).

DONNE CANDIDATE - Altro tema, le donne in politica. Berlusconi annuncia che nelle liste delle Regionali «non ci saranno veline né parenti: sono tutte cose inventate anche se non capisco perché una donna che ha fatto spettacolo ed è preparata non possa entrare in politica. È un razzismo deprecabile». Si dice assolutamente fiero delle sue quattro ministre, Carfagna, Gelmini, Prestigiacomo e Meloni: «Le signore in politica che accoppiano un gradevole aspetto e la giovane età hanno anche superato a pieni voti gli esami nella vita e nella politica». Piccolo distinguo per la Brambilla: «Purtroppo si trova a dover fare i conti con le difficoltà decise da una riforma della sinistra». Dalla politica alla vita privata: Berlusconi ha parlato anche degli scandali che hanno portato alla rottura tra lui e Veronica Lario, del divorzio e dei presunti contrasti tra i cinque figli.

NUOVO SHOW DALLA POLVERINI - Berlusconi non si è risparmiato poi neanche in serata, a una cena elettorale a favore della candidata alla presidenza del Lazio, Renata Polverini, alla quale ha detto che «e inutile fare campagna elettorale: abbiamo già vinto. Su Marrazzo e le donne: «Quando parlo delle donne perdo il filo. Gli italiani sono tutti così o preferite quegli altri, Marrazzo per esempio». Su New Orleans: «Ho visto le foto dei profughi dell'uragano Katrina e sono ancora tutti nelle roulotte». Sulla sinistra: «Forcaiola e giustizialista, ammanettata a Di Pietro».

 

 

Redazione online   corriere.it             inserito da michele de lucia




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Michele De Lucia - michelepositano58@libero.it

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