La pesca del tonno rosso è stata bloccata, in Italia, per un anno e, a causa di questa decisione, un intero paese rischia la "bancarotta". Perché Cetara in costiera amalfitana con le sue 16 tonnare (25 se si sommano anche quelle di Salerno), è la flotta più consistente dell’intera Penisola (49 in totale) e, pertanto, la scelta del Governo potrebbe mandare sul lastrico più di duecento famiglie, che sarebbero impossibilitate ad andare avanti e, soprattutto, non avrebbero più alcuna forma reddituale. Interi nuclei familiari, insomma, che, per 365 giorni, si ritroverebbero senza avere alcun sostentamento economico e, in pratica, da un giorno all’altro, sarebbero nelle stesse condizione di un qualsiasi licenziato senza, tuttavia, avere le medesime garanzie e, soprattutto, l’identico status. La moratoria, infatti, approvata dalla Commissione consultiva centrale della pesca e dell’acquacoltura, presieduta dal sottosegretario del ministero delle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, prevede lo stop di poco più del 70% delle quote di pesca di tonno rosso destinate all’Italia per il 2010, pari a quasi 1.500 tonnellate. • Tale divieto incide, in prevalenza, sulle quote assegnate al sistema di pesca a "circuizione", considerato quello a più alto impatto ambientale. Ma, allo stesso tempo, l’atto con il quale si ufficializza la sospensione non include, come evidenzia il sindaco di Cetara, Secondo Squizzato «alcuna forma di sussidio per i pescatori» che, di fatto, sarebbero dei disoccupati, in quanto impossibilitati a svolgere il proprio lavoro. • Perciò, in questi giorni, a Cetara c’è molta agitazione e, sabato prossimo, si terrá un’assemblea pubblica, convocata dal primo cittadino, alla quale prenderanno parte sia gli armatori che i pescatori. A rischio c’è, infatti, non solo una tradizione che si tramanda da padre in figlio, ma un intero settore, che è stato ed è il maggior indotto produttivo del paese. E, dunque, nel corso dell’incontro, verrá affrontato questo problema e si decideranno le azioni da mettere in campo per sostenere la categoria, in modo tale da difendere, a denti stretti, la sopravvivenza del comparto. Gaetano de Stefano