
Costiera amalfitana il lavoro è dignità non è carità
E' in distribuzione Filo Rosso, che chiunque può scaricare in allegato in pdf su Positanonews. Un numero dedicato al lavoro, alla morte sul lavoro, come la tragedia di Atrani dove uno chef, padre di due bambine, ha perso la vita nel ristorante da Zaccaria. Una morte senza colpevoli, mentre la Procura di Salerno è alle prese con le perizie tecniche che devono stabilire se il Comune da dove si è staccato il masso è di Amalfi o di Atrani. Filo Rosso, il numero speciale del Collettivo Comunista, che invitiamo a leggere e a vedere, ha fatto ampi ed interessanti servizi, documentati con grafici e foto, sulla tragedia di Atrani che forse molti vorrebbero mettere nel dimenticatoio. Ma non solo, Filo Rosso parla anche del lavoro, della crisi indotta, e spesso gonfiata, che serve a dare maggior potere agli imprenditori a discapito dei lavoratori. Ecco un intervento interessante, vi invitiamo a scaricare e leggere o stampare il pdf del giornale. La redazione di Positanonews fa i complimenti a tutti i redattori di Filo Rosso per il lavoro svolto.
Finalmente il 2009 è passato! Ci siamo lasciati alle spalle l’anno caratterizzato dalla più grande crisi economico-finanziaria che il mondo abbia subito dopo quella storica del ‘29, e guarda caso iniziata sempre dall’America… quante coincidenze!!! I media, da sempre strumento del potere economico dei padroni, e dunque sulla cui obiettività e professionalità è preferibile stendere un velo pietoso, ci hanno tempestato di dibattiti, talk show, opinioni che null’altro hanno fornito, se non false informazioni in ossequio a quanto dettato dal potere capitalistico a cui sono asserviti. È così che una crisi economica nata da un sistema bancario corrotto, mostruosamente avido e privo di regole, quale quello americano, si è trasformata nella crisi della povera gente, nella crisi dell’operaio che la maggior parte delle aziende considerano null’altro che un numero, un costo, quello più semplice da sopprimere alla luce dei loro bilanci (magari anche falsi, tanto non è più neppure un reato!). Nessuno ha spiegato alla gente che la crisi derivava da operazioni losche di banchieri americani privi di scrupolo, che avevano creato una mole di ricchezza astratta e inconsistente per chi aveva investito i propri capitali nelle borse di tutto il mondo. E tutto questo, in nome di quel liberismo che, a partire dalla fine degli anni ’80, sembrava essere la panacea di tutti i mali dell’umanità, quel libero mercato che avrebbe dovuto garantire un benessere generalizzato, e che invece, come qualcuno aveva ampiamente previsto, ha creato soltanto ulteriore divario tra chi era ricco ed è diventato ancora più ricco, e chi era povero e si è ritrovato ancora più povero. Ma allora, se il problema era degli Istituti Finanziari e di chi aveva cercato facili guadagni attraverso investimenti altamente rischiosi in borsa, che in questo gioco perverso aveva perso i propri soldi, perché le imprese hanno iniziato a licenziare i propri dipendenti? Quale era il nesso di causa-effetto tra questi due fenomeni tanto diversi tra loro? In realtà, questo è accaduto tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 perché i padroni delle grandi e medie imprese, sotto la falsa egida della crisi, che era invece soltanto una banalissima scusa, hanno preferito spostare i loro capannoni di produzione in altre zone, dove la manodopera costa notevolmente meno, grazie allo sfruttamento di manovalanza locale, a cui non viene garantito neppure il minimo diritto sindacale che è quello di un giusto ed equo salario. Si pensi, un esempio per tutti, all’attuale vicenda dello stabilimento FIAT di Termini Imerese, che chiude non perché la FIAT non produce più auto, ma perché le andrà a produrre nell’Est Europa! Ma chi dà voce a quegli operai? E i sindacati, la triplice allenanza, dove sono? Questa è la vera vergogna tutta italiana!!!! Identico (o quasi!) il fenomeno registrato in Costiera: sotto lo spettro della crisi, tutti gli operatori turistici si sono affrettati a ridurre il loro personale in vista di un calo delle presenze che in realtà poi non c’è stato. Risultato: tantissimi operai senza lavoro (ufficiale!), aumento del “lavoro a nero”, personale (ridotto al minimo!) regolarmente assunto costretto a turni di lavoro massacranti per sopperire alla carenza ma con la stessa retribuzione, i bilanci delle aziende più che in attivo!!!! Ma perché tutto questo è possibile? Io credo che tutto questo accade innanzitutto perché non esiste alcuna forma di associazionismo (non necessariamente sindacale!) tra i lavoratori del settore turistico in costiera, che dia concretezza ad una solidarietà sociale, che possa essere punto di incontro e di discussione tra le parti sociali stesse, che potrebbe, altresì, contribuire nel fornire idee nuove anche per il rilancio turistico del territorio, che potrebbe aiutare i lavoratori della costiera ad avere maggior voce in capitolo anche nelle scelte politiche ed economiche nel loro settore, fornendo allo stesso tempo maggiori garanzie al loro lavoro di operai. In Costiera Amalfitana la crisi non esiste! La crisi la creano i padroni!!! Per questo la lotta deve continuare!!! Per questo diamoci da fare in termini costruttivi!!!!