Cetara Costiera amalfitana Si è svolta ieri a Salerno l’udienza del Tribunale del Riesame (presidente Palumbo, a latere Indinnimeo e Rullo) relativa alla istanza di scarcerazione avanzata dai legali del padre e del fratello di Cetara, presunti molestatori, assieme al vicino di casa, per sette anni, di una bambina, ora quattordicenne. Nel corso del dibattito il pool difensivo, composto dagli avvocati Bruno, Cirillo e Feola, ha presentato la documentazione con la quale si chiede l’immediata remissione in libertá dei loro assistiti, adducendo a sostegno della loro tesi una serie di motivazioni. Tra cui la circostanza che, fino ad ora, non ci sarebbe alcuna prova concreta in quanto, come hanno sottolineato Bruno, Cirillo e Feola, «le numerose perquisizioni compiute nell’ambito di tutte le indagini finora svolte, non hanno consentito di trovare uno solo degli innumerevoli attrezzi sado-maso, cui la minore fa riferimento, più volte, nei propri racconti. E neppure nessuno dei supporti audiovisivi analogici e digitali». • E che, quindi, gip e il pm si sarebbero «fatti la convinzione che la ragazzina dica solo la veritá e, sulla scorta di tale convinzione soggettiva e non sorretta da altri elementi oggettivi, hanno ricostruito tutta la vicenda, estrapolando dagli atti processuali soltanto le circostanze atte a sorreggere tale ricostruzione». Una teoria ampiamente contestata dai pm Giusti e Cassianello, che hanno portato avanti l’ipotesi accusatoria della violenza ai danni della ragazzina. La decisione del collegio giudicante, con ogni probabilitá, sará resa nota stamani. (g.d.s.)