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06/02/2010

Alessandro Addabbo una storia che merita di essere raccontata

Ale Addabbo, anche dieci ore di viaggio per un minuto di voga

Roma, 05 febbraio 2010 – Questa storia merita in ogni occasione  di essere raccontata con il dovuto incipit, indispensabile per comprendere appieno il personaggio.

Il 6 agosto 2009, tre giorni prima della bollente finale dell’otto junior ai Mondiali di Brive La Gailarde, Alessandro Addabbo, si racconta su Canottaggio.org dimostrando una tempra e una forza di volontà sensazionale.

Ogni giorno per remare cavalca la moto ad Amalfi, percorre venti chilometri per Salerno, prende il treno per Napoli, sale sulla metro per Posillipo dove incontra Lello Polzella sempre disponibile a condurlo al circolo. L’Odissea andata-ritorno si ferma a 220 chilometri.

Si, è vero ad Amalfi possiede remo ed ergometro e pesi, una minipalestra, ma si contano anche le notti sui libri e i cambiamenti che in alcuni casi potevano frenare l’esplosione del sogno.

“Il canottaggio è tortura, ci vuole una fede enorme per trarne piacere” scriveva il mitico Beck (l’editorialista Roberto Beccantini) dopo le tre medaglie di Atene su La Stampa. Avesse conosciuto il sorriso di Alessandro avrebbe sicuramente cambiato idea.

“Pensi di essere pronto per la Nazionale” la sfida della CTN…”si, due volte” la sua risposta con il 6.04 che significa prima convocazione da under 23 e Senior.

“Grandissima prestazione, non ero mai riuscito a fare meglio ma mi sono imposto l’obiettivo di scendere al di sotto dei 6.05 da quando ho letto che al di sotto di questo tempo scattava la convocazione Senior. Venivo da un periodo di allenamenti non molto brillanti anche in seguito ad una febbre, ma ero determinatissimo a raggiungere il mio scopo”.

Il riscontro cronometrico: mission possible alla vigilia?

“Io lo credevo impossibile ma qualcosa dentro di me mi diceva il contrario. A Brai sono stato determinato e questo mi ha premiato! Spero terranno conto di me anche in seguito!”

Un sogno si avvera, un po’ come capitato lo scorso 9 agosto.

“Il Mondiale mi ha fatto crescere tantissimo, grazie a allenatori di alto livello che mi hanno seguito durante il raduno premondiale. Dopo Brive non ho smesso di allenarmi neanche un giorno perché per me questo sport è importantissimo e tengo molto a fare bella figura già quest’anno ed è splendido portare sul cuore il tricolore italiano!”

La forza di quell’otto, una finale che vale un ricco bagaglio di esperienza.

“l’esperienza di Brive mi ha insegnato molto, si è creata una grande squadra, ho fatto nuove amicizie ed ho incontrato nuovi rivali. Ma l’esperienza maggiore me l’ha regalata la gara: è stata una gara combatuttissima fino all’ultimo colpo, ed ho imparato a non mollare mai.”

I risultati di Alessandro sono figli della sua perseveranza ma grande è il desiderio di condivisione.

“Ho cambiato circoli ed allenatori. Alcune persone hanno creduto in me, altre no. Qualcuno mi ha scoraggiato, qualcuno mi ha spronato ad andare avanti. Ho avuto momenti facili e difficili e qualcuno mi ha anche voltato le spalle. Ma in tutti questi anni ho avuto al mio fianco SEMPRE la mia FAMIGLIA, mio PADRE in primis e devo tutto a loro. Loro mi hanno sempre motivato ed hanno capito l’abbassamento dei miei voti quando ho cominciato a viaggiare anche se comunque ho la media del 7 e mezzo. E’ difficilissimo per me conciliare sport e scuola, anche perché ho professori molto esigenti. Lo sport occupa gran parte della giornata e nel tempo libero riposo ma per remare viaggerei anche 10 ore.




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