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05/02/2010

Miracolo di San Gennaro, un test dimostra-che nell´ampolla c´è sangue umano

miracolo di san gennaro
miracolo di san gennaro

NAPOLI (5 febbraio) - Quattro anni di studi e una verità: nell’ampolla di San Gennaro c’è sangue umano, sangue che muta stato dal solido al liquido e viceversa. La firma alle ricerche è prestigiosa: il dipartimento di Biologia molecolare della Federico II con uno staff coordinato dal professor Giuseppe Geraci. Quattro anni di paziente analisi dell’ampolla con un ritrovamento misterioso e test durati intere giornate. «Senza contare le notti passate nel buio della Cappella reale del Tesoro di San Gennaro - spiega il professor Geraci - sono partito proprio da lì, dal luogo dove la teca con l’ampolla è custodita. Ho applicato il massimo del rigore scientifico a un evento ritenuto assolutamente metafisico, inspiegabile».
I risultati di queste ricerche saranno presentate oggi alle 16 alla Federico II (via Mezzocannone, 8) nel corso di un relazione («Il miracolo di San Gennaro: esperimenti e considerazioni di un biologo molecolare») che Geraci terrà all’Accademia nazionale di Scienze fisiche e matematiche presieduta a Napoli dal rettore Guido Trombetti e rappresentata dal segretario nazionale Carlo Sbordone, titolare della cattedra di Analisi matematica alla federiciana.

Il primo, importante, test è stato compiuto rilevando il peso della teca. «Quattro anni fa - afferma Geraci - chiesi alla Curia di poter compiere delle misurazioni di peso della teca. Un cambiamento sarebbe un evento assolutamente inspiegabile. Ho compiuto centinaia di osservazioni e rilevazioni e posso affermare con assoluta certezza che non c’è alcuna variazione anche quando ci sono i mutamenti di stato». L’analisi però portò a una sostanziale conferma dei dati emersi nel 1989 con l’analisi spettroscopica che rivelò lo spetto dell’emoglobina.
A confermare ulteriormente questo dato per il professor Geraci ha contribuito un evento assolutamente imprevisto. «Nelle disponibilità della Delegazione c’era una teca con ampolla, in tutto simile a quella di San Gennaro. Una reliquia - afferma Geraci - proveniente dall’Eremo dei Camaldoli dove, però, non era stato possibile classificarla nè attribuirla».

L’ampolla «misteriosa» aveva la stessa forma di quella di San Gennaro ma, in base a prove scientifiche ed esami storici, è di datazione diversa. Risalirebbe, infatti, al XVIII secolo mentre la teca custodita nel Tesoro fu fatta costruire da Roberto d’Angiò nei primi anni del 1300. «Avuto il permesso di lavorare sull’ampolla - continua Geraci - abbiamo riprodotto una serie di condizioni per verificare le reazioni del liquido, rossastro e schiumoso, in tutto simile a quello di San Gennaro. Poi abbiamo potuto aprire l’ampolla e, durante l’operazione, abbiamo verificato un elemento che ci ha convinto che all’interno ci fosse sangue ancor prima di poterlo verificare direttamente. Il sangue umano, in particolare condizioni, sprigiona una sostanza che, di fatto, è un vero e proprio mastice naturale. Il tappo, così come quello dell’ampolla di San Gennaro, era praticamente incollato al vetro. Impossibile da aprire senza romperlo». Nell’ampolla dei Camaldoli è stato trovato del sangue umano. «Ma l’evento particolare fu all’atto dell’apertura. Si sprigionò un odore tremendo, un autentico odore di morte che si diffuse per l’intero dipartimento. Poi il liquido rossastro si coagulò in una gelatina. Test, con movimento e sostanze naturali, hanno poi riportato il sangue da solido a liquido».

Così come per San Gennaro. «Ho ripetuto il test con il mio sangue, ottenendo gli stessi risultati». Il sangue umano, quindi, può mutare stato ma il mistero di San Gennaro resta. «Non c’è dato scientifico univoco che spieghi perché avvengano questi mutamenti. Non basta attribuire al movimento la capacità di sciogliere il sangue, il liquido contenuto nella teca del Tesoro cambia stato per motivi ancora tutti da individuare». La scienza indagherà ancora, lo scienziato ha già la sua verità: «Il vero miracolo di San Gennaro è la fede che è capace di suscitare. L’affetto dei napoletani per il patrono e per la sua reliquia». Legame di sangue, stavolta senza dubbi.

ilmattino.it

                          inserito da michele de lucia




Inserito da:
Michele De Lucia - michelepositano58@libero.it

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