Dopo la lunga battaglia per realizzare l’auditorium "Oscar Niemeyer" a Ravello in costiera amalfitana inizia ora il braccio di ferro per la sua gestione. «Abbiamo aperto in via del tutto eccezionale l’auditorium per la sua inaugurazione grazie ad una deroga della commissione di vigilanza. Ma i lavori ancora non sono stati completati e la stessa commissione ci ha chiesto di ottemperare ad alcune prescrizioni e per questo non è possibile avviare la programmazione». Il sindaco di Ravello, Paolo Imperato - in qualitá di proprietario della struttura - ribatte così alle critiche del Consorzio Ravello Sense e alle dichiarazioni del suo presidente, Giorgio Vuilleumier che, in una nota, accusa l’amministrazione di non aver concesso l’utilizzo della struttura per il primo evento programmato tra fine febbraio e inizio marzo dalla Fondazione Ravello Festival. «Non riusciamo a comprendere a chi possa giovare un simile atteggiamento - scrive Vuilleumier - Rinunciare ad un programma di 5 eventi (il Winter Festival -ndr), giá finanziato e pubblicizzato, ci sembra pazzesco». • Ma la nota del consorzio affonda il colpo anche nella gestione della neonata struttura. Sotto accusa l’amministrazione che «che dopo tentativi farraginosi e sconclusionati, non è riuscita ancora a dare certezza alla gestione e sta arrecando gravi danni all’economie delle nostre aziende». Imperato non ci sta e replica a muso duro alle dichiarazioni «che trovo di parte visto che ricostruiscono una veritá pilotata». • Per Imperato esisteva un accordo tra Regione, Comune e Fondazione Ravello Festival non rispettato, ovvero: «La ristrutturazione organica della Fondazione». E quando si parla di ristrutturazione organica significa «che la Fondazione venisse riorganizzata attraverso nuove nomine». Una mera questione di poltrone? Imperato non lo dice apertamente ma è chiara la sua contestazione sulla gestione della Fondazione «che è al servizio solo di una parte della comunitá che io rappresento. A Ravello ci sono tantissime personalitá, e non parlo per me o per il vice sindaco, capaci di essere espressione dell’intera cittadinanza». Insomma una querelle che ha il sapore di una battaglia politica «che combatto da tre anni e alla quale, in questo poco tempo che resta, spetterá al governatore Bassolino dover mettere la parola definitiva». • In merito poi ad eventuali ritardi per lo startup che vengono attribuiti al Comune, Imperato sottolinea: «Abbiamo fatto per intero la nostra parte mettendo a disposizione l’intero ufficio tecnico del comune per il completamento della struttura. Ma - conclude il primo cittadino - ad oggi non è stata ancora riconosciuta la nostra dignitá». Carlo Pecoraro La Città