
Positano crisi del turismo secondo i dati Azienda
Le presenze sono calate di 70.000 unità (settanta mila) in due anni. Dalle 268.274 del 2007 alle 198.030 del 2009. Gli arrivi sono passati da 79.439 a 61.684. Dati ufficiali dell'azienda di Soggiorno e Turismo di Positano complessivi di attività alberghiere ed extralberghiere. Per presenze si intendono i giorni di permanenza moltiplicati per gli arrivi. Arrivano i numeri della crisi per Positano e la costiera amalfitana. A cosa si attribuisce questo calo? Quali strategie adottare? Queste sono le domande che Positanonews fa agli operatori. “La crisi esiste è mondiale e non si può far finta di non vederla, Positano credeva di esserne immune, ma non è così – dice Lorenzo Cinque, presidente provinciale degli albergatori di Salerno e titolare dell’hotel Casa Albertina -. Bisogna offrire degli incentivi e degli sgravi fiscali con piani triennali o quinquennali, basterebbe almeno la Tarsu per crearci meno difficoltà. Ma non solo. Gli aiuti potrebbero essere sull’offerta culturale, bisogna incentivare il circuito turistico d’inverno, penso a Pompei ed Ercolano, per esempio. Se la Regione per sessanta giorni rendesse visitabili senza corrispettivo di biglietto anche i musei, agevolerebbe un flusso turistico anche invernale.” La crisi colpisce principalmente i lavoratori, Positano da lavoro a centinaia di persone del comprensorio amalfitano, oltre ai licenziamenti si riduce il periodo lavorativo con la conseguente perdita di indennità per i lavoratori .”La percezione, comunque, è che ci sia un calo di media di giornate lavorate – dice Enrico Califano, dirigente dell’ufficio di collocamento per la costiera amalfitana -. Nei territori meno attrezzati alla competizione, come Maiori, questa percezione è confermata dai primi segnali aziendali di una pianificazione dell'organico che riduce anche nel 2010, soprattutto in albergo, la "garanzia" dei sei mesi utili a fruire delle indennità ordinarie di disoccupazione.” A Positano per affrontare la crisi è nato un consorzio di settanta imprese, presieduto da Gianmaria Talamo «E’ innegabile che esiste la crisi, per questo ci stiamo muovendo e vogliamo proporre varie iniziative a largo raggio per rilanciare il turismo a Positano. Cerchiamo di studiare la situazione con il consorzio, ma ci è difficile, perché i dati su cui lavorare non sono mai certi e completi, al momento non ho ancora avuto i dati e solo in base ad una analisi dettagliata posso esprimermi». Lorenzo Cinque insiste sulla defiscalizzazione. «Ci sono grosse difficoltà. I tour operator internazionali chiedono sconti per le tariffe che offriamo a prezzi già stracciati. Il Governo centrale si è preoccupato molto, in questa fase, di aiutare settori in difficoltà come l’industria o l’attività bancaria senza però tenere conto di una risorsa importante per il nostro Paese come il turismo. Sarebbero stati graditi interventi come le defiscalizzazioni degli oneri contributivi, che permetterebbe di mantenere il personale. Molti, purtroppo, hanno perso il posto di lavoro, in questi mesi». Per qualcuno la crisi continuerà anche nel 2010 “Chi dice che si sta uscendo dalla crisi fa solo propaganda politica – dice Salì Cinque -, non vorrei apparire allarmista, ma la cosa per me è molto chiara. Non parliamo solo di turismo qui esiste anche altro. Assistiamo negli ultimi anni sempre di più al fenomeno dell’emigrazione di tante aziende italiane, sia piccole, che medie e grandi, verso l’estero, con conseguente chiusura della fabbriche in Italia e il fenomeno in piccolo riguarda anche la costiera amalfitana”. "La vera crisi si vedrà nel 2010 - dice il vicesindaco Gaetano Marrone -, ad essa bisogna rispondere con la qualità. Solo con la qualità si potrà superare questo momento, i positanesi anche tutte le risorse per superarlo. " C’è pure chi è meno pessimista “Noto un calo progressivo da alcuni anni, ma anche la provenienza da un aumento vertiginoso di presenze in passato – dice Salvatore Celentano dell’hotel Pupetto -, sono dei cicli e questo è indubbiamente recessivo, ma la nostra storia è sempre stata piena di alti e bassi. Da ogni crisi i positanesi hanno trovato lo spunto per risollevarsi e creare o ricrearsi nuove attività.” Diversi sottolineano la parzialità dei dati dovuti all'aumento delle attività extralberghiere e quindi alla possibilità che la crisi non sia così tragica come dai dati uffciali, ma altri sottolineano che il proliferare di bed and breakfast e case vacanza metterà in difficoltà gli alberghi dequalificando l'offerta turistica, tagliando posti di lavoro, che poi sono quelli con maggiore formazione, e ledendo la professionalizzazione del settore. Al momento sono soprattutto i lavoratori ad essere costretti a stringere la cinghia. Michele Cinque