Oggi il voto finale al disegno di legge. Maggioranza compatta, mentre l'opposizione si divide. Casini difende l'utilità del provvedimento: è il male minore. D'Alema: questa legge è una sfida alla Consulta
E' previsto per oggi il voto finale della Camera al legittimo impedimento. Ieri l'opposizione ha dato battaglia in aula, non ricorrendo però mai al voto segreto. "Non nel nostro nome", ha attaccato il vicesegretario del Pd Enrico Letta, mentre il leader dell'Idv Antonio Di Pietro considera che a ministri e premier "sarebbe più giusto dare la precedenza e non l'impedimento" a comparire davanti alla legge.
La giornata politica di oggi si prospetta in ogni caso movimentata.
Il Pd ha schierato tutti i suoi uomini nella battaglia alla Camera contro la legge sul legittimo impedimento. Ma, per ora, il risultato politico di questa vicenda sembra essere un notevole raffreddamento nei rapporti con l'Udc; e, quindi, un ulteriore intralcio alla politica di allargamento delle alleanze al centro, perseguita da Pierluigi Bersani.
Nella guerra di posizione che si è aperta alla Camera, l'Udc ha infatti scelto una collocazione che, alla prova dei fatti, è molto più vicina alla maggioranza che al Pd e, a maggior ragione, all'Idv (a cominciare dal voto contrario sulle pregiudiziali presentate dagli altri due partiti di opposizione).
Così, mentre i pezzi grossi dei democratici (D'Alema, Fassino, Enrico Letta, Rosi Bindi, oltre al capogruppo Franceschini) intervenivano ieri in aula per esprimere il rifiuto di questa "leggina", è stato lo stesso Pierferdinando Casini ad alzarsi per confermare che il suo partito ritiene necessario "prendere il toro per le corna". Ossia, trovare una soluzione che permetta a Silvio Berlusconi di gestire la doppia posizione di presidente del consiglio ed imputato.
La logica che il Pd rifiuta, Casini la accetta e la fa propria, sia pure come "male minore", e rivendicando alla propria posizione di essere una prova di "senso dello Stato".
Da sky tg 24 ore inserito da Michele Pappacoda