
Berlusconi
Il presidente del Consiglio nel suo discorso al parlamento israeliano ha definito "un'infamia" le leggi razziali del 1938 e ha assicurato che l'Italia guarda al popolo ebraico come a "un fratello maggiore
"E' per me un grande onore, è un grande onore per l'Italia, parlare in questa nobile assemblea che è il simbolo stesso dei valori democratici su cui si fonda il vostro Paese".
Queste le prime parole di Silvio Berlusconi nel suo discorso alla Knesset, il parlamento israeliano.
Intervento che chiude la visita di tre giorni del presidente del Consiglio in Israele.
L'intervento alla Knesset è il segno della grande attenzione che Israele ha dedicato a questo vertice bilaterale che si è svolto a Gerusalemme: un grande onore che è stato concesso solo a pochi leader, come ad esempio George Bush ed Angela Merkel.
"Questo Parlamento - ha continuato il premier nel suo intervento - rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Questo Parlamento testimonia la nascita nel 1948 di uno Stato Ebraico, libero e democratico che raccolse finalmente, dopo lorrenda esperienza della Shoah, cittadini del mondo che parlavano tutte le lingue e che accorsero da ogni angolo del mondo. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il piu' grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista".
E stima è quella che il premier israeliano ha espresso nei confronti di Silvio Berlusconi. Il primo ministro Netanyahu nella sua lunga introduzione ha sottolineato che grazie alla leadership del presidente del Consiglio si sono approfonditi i legami tra i due paesi. Netanyahu ha inoltre ringraziato il premier per essersi espresso a favore dell'ingresso di Israele nella Ue. Tra i temi toccati anche i difficili rapporti con l'Iran di Ahmadinejad: "Un attacco contro Israele sarà considerato un attacco contro l'Europa".
"Hai conquistato il cuore del nostro popolo - ha continuato Netanyahu - ti stimiamo, ti abbracciamo, ti vogliamo bene, benvenuto a Gerusalemme".
E proprio nel corso dell'intervento al parlamento israeliano arriva la dichiarazione del portavoce della Commissione affari esteri e sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, Kazem Jalali a proposito delle affermazioni fatte ieri in Israele dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo il quale "è un dovere sostenere ed aiutare la forte opposizione" in Iran. "Sono dichiarazioni che non potranno aiutare a risolvere i problemi, ma al contrario li renderanno più complicati".
Da sky tg 24 ore inserito da Michele Pappacoda