Gio, 24 Maggio 2012

Logo Positano News

Utenti online: 105
scelta lingua italiana scelta lingua inglese rss A.N.S.O.
Seguici su Twitter Versione per dispositivi Mobile
Icona Web TV
Icona Mercatino
Icona Meteo Icona Casa.it
          
 NEWS:  Positano|Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Ravello|Capri|Prov. Salerno|Vico Equense|Campania|Italia e Mondo|Cultura|Sport|Motori|Tutte...
 EVENTI:  Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Salerno e prov.|Campania              Comunicati Stampa     Aggiungi PN ai Preferiti     Imposta PN come Home
Letto: 240 volte
Invia ad un amico Stampa articolo Crea PDF dell'articolo Bookmark and Share
02/02/2010

Mousavi: «In Iran c´è ancora la dittatura»-Saranno giustiziati altri nove oppositori

Mousavi-in I
Mousavi-in I

l leader dell'opposizione: la rivoluzione islamica ha fallito, si rischia di tornare al dispotismo di prima del '79

TEHERAN - La rivoluzione islamica ha fallito il suo obiettivo di eliminare il totalitarismo in Iran, dove esistono ancora le radici della tirannia e della dittatura: nuovo duro attacco contro il regime di Mir Hossein Mousavi. Il leader dell'opposizione iraniana parla a pochi giorni dall'11 febbraio, 31esimo anniversario del ritorno dell'ayatollah Khomeini dall'esilio, con l'inizio della rivoluzione che nel 1979 trasformò la monarchia persiana in una Repubblica la cui Costituzione si ispira alla legge coranica, la Sharia.

BASI DELLA DITTATURA - In una lunga intervista pubblicata sul suo sito, Kaleme.org, Mousavi spiega che si vedono «le basi e gli elementi che producono una dittatura, come pure la resistenza contro un ritorno della stessa: mettere a tacere i mass media, riempire le prigioni e uccidere brutalmente gente che chiede in modo pacifico il rispetto dei propri diritti sono cose che mostrano che le radici della tirannia esistono ancora». Quindi paragona Ahmadinejad all'ultimo Scià di Persia, Reza Pahlevi (1941-1979), ricordando che l'estate scorsa il presidente definì «polvere e sterpaglia» i manifestanti: «Quella interpretazione dell'Islam che definisce la gente "polvere e sterpaglia" e crea divisioni tra il popolo è influenzata dalla cultura della monarchia». Il Paese, conclude, rischia di essere riportato a un dispotismo peggiore di quello pre-rivoluzione, perché «il dispotismo esercitato in nome della religione è il peggiore possibile». L’ex primo ministro ribadisce che gli arresti degli oppositori, dopo le manifestazione seguite alle elezioni di giugno, sono illegali e che continuerà a combattere per i diritti del popolo.

CONDANNE A MORTE - Le parole di Mousavi trovano subito una conferma: Sayyed Ebrahim Raissi, alto esponente dell’autorità giudiziaria, ha annunciato che presto saranno impiccati altri nove «contro-rivoluzionari», accusati di avere tentato di sovvertire il regime. Altri due oppositori sono stati giustiziati il 28 gennaio. «Tutti i condannati hanno legami con correnti anti-rivoluzionarie e hanno preso parte alla rivolta per rovesciare il sistema» ha affermato Raissi. Giovedì scorso sono stati impiccati Mohammad Reza Ali-Zamani e Arash Rahmanpur, ventenni, riconosciuti colpevoli di essere Mohareb (nemici di Dio), di aver fatto parte di un gruppo di opposizione monarchico e di avere pianificato attentati contro autorità dello Stato. Raissi ha detto che erano stati arrestati durante le proteste, ma secondo fonti dell'opposizione Ali-Zamani e Rahmanpur erano in carcere già prima delle elezioni e sarebbero stati impiccati per intimidire gli oppositori e convincerli a non scendere in piazza nell'anniversario della rivoluzione. Due giorni dopo l'esecuzione, il 30 gennaio, si è aperto il processo contro altri 16 manifestanti.

NUOVE MANIFESTAZIONI - I due leader dell'opposizione, Karrubi e Mousavi, hanno condannato le due esecuzioni parlando di un atto mirato a «creare un clima di terrore» in vista dell'11 febbraio e chiedendo che «la situazione dei prigionieri sia esaminata in conformità con la legge». Il due leader hanno poi rivolto un appello al popolo per una partecipazione in massa alla manifestazione prevista per l'anniversario. I Guardiani della rivoluzione hanno messo in guardia l'opposizione: «Non consentiremo in alcun circostanza al movimento verde di farsi vivo... Se una minoranza volesse tentare qualcosa, ci saremo noi ad affrontarla con decisione» ha detto il generale Hossein Hamedani. Il presidente Ahmadinejad ha detto che l'11 febbraio l'Iran «entrerà in massa sulla scena per deludere completamente il campo delle potenze tiranniche e dei nemici dell'Umanità» e quel giorno segnerà «la fine delle potenze assetate di dominio e l'inizio della diffusione della luce in tutto il mondo». Infine, l'ex presidente Rafsanjani, un oppositore moderato ma che ha tuttora un ruolo di rilievo nel regime, ha invitato tutte le parti alla moderazione e ad astenersi da ogni violenza in occasione delle celebrazioni.

 

 

Redazione online            corriere.it

                        inserito da michele de lucia




Inserito da:
Michele De Lucia - michelepositano58@libero.it

Invia ad un amico
Invia
Stampa articolo
Stampa
Crea PDF dell\'articolo
PDF



Articoli correlati


 

TRANSLATES

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità


Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Scambio Banner

Sostieni Positano news

Pubblicità Positano News

Salviamo il Vallone Porto

NAPULITANO

Scambio Link

Sezione by Nicola Prisco



Questa testata aderisce all´Associazione Giornalisti Cava Costa d´Amalfi “Lucio Barone”
Visita i siti con gli articoli dedicati direttamente alla tua città
Ravello News Capri News Costa d'Amalfi News
Penisola Sorrentina News Vico Equense News