
Foto Federico Riva - Geppy Gleijeses e Marianella Bargilli
Al Teatro Savoia di Campobasso
4 e 5 febbraio 2010
GEPPY GLEIJESES
MARIANELLA BARGILLI
in
"IL GIUOCO DELLE PARTI"
di Luigi Pirandello
Dopo il grande successo de “La strada” , con Massimo Venturiello e Tosca, che il pubblico molisano ha apprezzato con scroscianti applausi, la "Fondazione Teatro Savoia" di Campobasso, diretta da Fabio Poggiali, presenta l'atteso appuntamento con la prosa di Luigi Pirandello: “Il giuoco delle parti”, con la regia di Elisabetta Courir, da un progetto di Egisto Marcucci ed interpretato da Geppy Gleijeses.
Il direttore artistico Fabio Poggiali, autore di un volume sulla "Compagnia dei Giovani" ("Sulle orme della Compagnia dei Giovani", Bulzoni editore) sottolinea come "una delle edizioni più famose di questo capolavoro pirandelliano scritto nel 1918, fu proprio ad opera della Compagnia dei Giovani “De Lullo, Falk, Valli, Albani”, nel 1965, ed è ricordata per una memorabile prova di Romolo Valli nel ruolo di Leone Gala. Oggi, Geppy Gleijeses, definito dalla critica “il miglior attore napoletano della sua generazione”, con un filtro ironico e lucido, affronta il ruolo che fu di Valli nel crudele impianto drammaturgico dell’autore siciliano, a fianco di Marianella Bargilli, tra le più dotate giovani attrici italiane".
Geppy Gleijeses attore, autore e regista, è nato a Napoli nel 1954. Ha diretto per molti anni una della più rilevanti Compagnie private del Mezzogiorno d‘Italia ed è stato a lungo il più giovane capocomico italiano. Nel 1987 ha fondato e diretto il teatro Acacia di Napoli. Ha diretto e gestito dal 1993 al 1999 il Teatro Nazionale. Nel 1999 ha fondato il Teatro Stabile di Calabria, di cui è Presidente e direttore. Nel 2003 ha rifondato i Teatri Calabresi Associati, circuito di distribuzione e promozione teatrale, di cui è Presidente onorario. E’ Presidente dell’’Istituto dello Spettacolo Europeo. Nel 1979 ha vinto come autore il premio I.D.I. e come attore il Premio Gino Cervi, il primo premio al Festival del Teatro Internazionale di Baltimora (U.S.A.) e al Festival Internazionale di New York; nel 1985 il Premio Antonio de Curtis. Nel 2006 è stato candidato ai Premi Olimpici-ETI come “miglior attore protagonista” per Io, l’erede ed ha vinto il Premio Chianciano Teatro; nel 2007 il Premio Internazionale Accademico Le Muse di Firenze e il Premio Salvatore Di Giacomo.
La regista dello spettacolo, Elisabetta Courir, così presenta lo spettacolo:
"Si tratta di un gioco di coppia terribile, in cui non c’è spazio per elucubrazioni metafisiche o sottili paradossi logici, quello che avviene è in realtà una lotta affannosa tra due belve che si dilaniano, che tentano di sbranarsi e che lottano per la vita attraverso scene di una realtà così esplicita da diventare invadente, in contrasto con momenti di una più tenue atmosfera, quasi di ricordo, che ci conduce ad immagini di quella segreta vita della fantasia che questi sognatori perdenti non hanno avuto il coraggio sufficiente di realizzare.
I personaggi di questa commedia, scritta nel 1918 e tratta dalla novella “Quando si è capito il giuoco” del 1915, vivono disperatamente imprigionati sotto un cumulo di parole, di spiegazioni, di arredi e di cianfrusaglie ingombranti ma è sufficiente liberarsi di questa impalcatura superficiale per scoprire quanto il testo sia realmente fantastico e ancora oggi non abbia perso niente della sua esplosiva vitalità e comica ironia.
Il giuoco delle parti, inserendosi tra la stesura di opere come Così è, se vi pare e I giganti della montagna attraverso le quali l’autore fa saltare definitivamente i resti del teatro borghese, appartiene a quella fase pirandelliana dove il processo di deformazione e di scomposizione imposto ai personaggi, dà il punto d’avvio all’interpretazione di una vicenda non di rado paradossale e conserva intatta l’intenzione di farci sentire l’assurdità che corre sotto i diluvi di parole sprecate o l’imbarazzo di situazioni che rispecchiano un ordine sociale in dissonante contrasto tra serio e assurdo, nonché i terrificanti silenzi ed il vuoto delle convenzioni. Avvinti e sfigurati dallo stesso senso di imprigionamento folle, marito e moglie, separati ormai da tre anni, vivono lontani ma costretti dalle loro stesse spietate regole, a vedersi ogni giorno. Al di là dell’apparente tenerezza raziocinata dal rigore maniacale del protagonista Leone Gala, interpretato da Geppy Gleijeses, intravediamo uno scetticismo distaccato in cui si rivela a poco a poco lo spettro di una disperazione solo apparente nella cui tela di ragno c’è un risvolto sinistro, quasi satanico, sul filo di una ambiguità nera, sfuggente.
Dietro alla doppiezza di una scrittura drammatica e nel contempo comica, c’è la consapevolezza di essere isolati in un mondo senza amore, senza via di uscita, senza liberazione, con la continua constatazione della risibilità dei comportamenti e della condizione umana nella commiserazione di una vita perduta e comicamente tradita. La vera crudeltà non è lo scioglimento dell’enigma, ma il porre con chiarezza l’enigma stesso che tale deve restare.
Geppy GLEIJESES
Marianella BARGILLI Leandro AMATO
IL GIUOCO DELLE PARTI
di Luigi PIRANDELLO
personaggi ed interpreti
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Leone Gala
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Geppy GLEIJESES
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Silia
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Marianella BARGILLI
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Guido Venanzi
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Leandro AMATO
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Il dottor Spiga
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Antonio FERRANTE
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Filippo detto Socrate
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Franco RAVERA
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Barelli
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Massimo CIMAGLIA
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Il marchesino Miglioriti
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Ferruccio FERRANTE
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Primo signore ubriaco
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Massimo CIMAGLIA
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Secondo signore ubriaco
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Francesco PUPA
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Terzo signore ubriaco
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Francesco SGRO’
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Progetto e drammaturgia
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Regia
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Egisto MARCUCCI
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Elisabetta COURIR
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Aiuto Regia
Valentina ESCOBAR
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Scene
Graziano GREGORI
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Costumi
Carla TETI
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Luci
Luigi ASCIONE
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Musiche
Matteo D’AMICO
Guido RUGGERI
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Info:
Fondazione Teatro Savoia: 0874-438922
Direttore artistico: dr. Fabio Poggiali
Botteghino per conferme STAMPA:
Sig. Vincenzo 0874/311565
www.provincia.campobasso.it/savoia
Segnalazione di Maurizio Vitiello.