
Salvatore Crisafulli. foto Adnkronos
Lui è Salvatore Crisafulli. Nel 2005 si risvegliò dallo stato vegetativo. Diventato negli anni simbolo della voglia di vivere nonostante la sua gravissima disabilità. Ora si sente abbandonato ed è pronto ad andare a morire in Belgio (Anna Laudati)
Andrà in Belgio, per morire con un’iniezione letale. Salvatore Crisafulli, l’uomo che nel 2005 miracolosamente uscì da quello che i medici avevano definito uno “stato vegetativo persistente”, simbolo e bandiera della voglia di vivere ha deciso di morire. Con lui la sua famiglia stanca di promesse, riunioni, lettere, deliberazioni, e perfino l’interessamento – negli anni scorsi – del presidente della Repubblica Napolitano, del premier Berlusconi, del sottosegretario alla Salute Roccella, del presidente della Regione Sicilia Lombardo, e con loro di una schiera di politici schierati “a difesa della vita”. Risultati? Praticamente niente.
Per ora hanno ottenuto poche ore di assistenza, un fisioterapista, l’infermiere, ma non c’è nessun piano individualizzato, nessuna possibilità reale per una seria assistenza domiciliare. “Non ci sono soldi”, dicono dal comune e dalla regione. “Non possiamo fare nulla”, dicono dal governo. E l’assistenza necessaria (24 ore, o almeno 12, al giorno) rimane un miraggio che da sola la famiglia Crisafulli non può più sostenere.
Salvatore Grisafulli, anche lui, ora grida all'eutanasia. Vuole morire il simbolo della vita contro la morte dolce. Anche lui è stanco di promesse di chi non condivide come lui la tragedia che vive una persona totalmente disabile.
L'eutanasia come soluzione ad una vita senza aiuti e supporto da parte dell' Stato. Salvatore Crisafulli morirà in belgio e il governo, le regioni, le Asl saranno ben contenti perché “potranno risparmiare”. A Bruxelles c'è una clinica con la televisione belga che raccontarà la vicenda. Il gesto inaspettato ma consapevole di chi nonostante la voglia di vivere si sente abbandonato e rinuncia a resistere.
Per lo Stato Crisafulli è come se fosse già morto. Non ci sono soldi. “Che lottiamo a fare per una vita così? “Per lo Stato tanto – precisa Pietro – sono già morti: l’eutanasia già esiste, quando le persone non vengono assistite sono come dei cadaveri a letto: l’eutanasia la fa lo Stato”.