PRAIANO = Un condono edilizio scatena una “bufera” giudiziaria a Praiano. Perché nel mirino della magistratura inquirente sono finiti il sindaco Gennaro Amendola, i componenti della commissione edilizia del comune della Costiera e, inoltre, il direttore dei lavori messi in discussione, i vecchi e i nuovi proprietari dell’immobile che, ora, è nell’occhio del ciclone. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, insomma, che ha sconquassato la calma e la tranquillità autunnale del caratteristico paese della Divina. I fatti contestati agli indagati si riferiscono ad una sanatoria concessa ad una proprietà, attigua all’hotel Tritone, composta da due ville e acquistata, tre anni fa, quando comunque era già stata ultimata la pratica tecnica, dalla società “Venticinque srl”, di Evangelista e Vito Cinque, titolari del prestigioso albergo San Pietro di Positano. A detta degli inquirenti, che fanno capo al pubblico ministero Maria Teresa Genovese ed al giudice per le indagini preliminari Attilio Iorio, si sarebbe agito “contra legem”, in quanto il condono sarebbe stato concesso benché non vi fossero i presupposti per darlo. E, questo, in quanto sarebbero state aumentate indebitamente le volumetrie dell’immobile. Un passaggio, quest’ultimo, illegittimo, secondo i magistrati e, pertanto, non suscettibile di sanatoria”. E, perciò, inevitabilmente, proprio per far luce su tutta le vicenda, sono stati iscritti nel registro degli indagati ben dodici persone. Il provvedimento è stato notificato ai destinatari dalla polizia giudiziaria di Salerno, mentre la struttura “sospetta” è stata sequestrata. A quanto pare l’indagine sarebbe partita da una denuncia depositata presso la Procura dal legale rappresentate dell’hotel Tritone. Una indiscrezione che viene confermata pure dal primo cittadino di Praiano che, comunque, respinge ogni addebito e, anzi, passa al contrattacco. “Fin da ora – rimarca Amendola - sottolineo l’assoluta trasparenza e legittimità non solo del mio operato ma pure di quello dell’ufficio Tecnico e della Commissione edilizia. Intendo rigettare interamente le accuse mosse dal Pm a seguito dell’esposto della signora Marianna Gargano, legale rappresentante del hotel Tritone, in quanto il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale, mira, dopo oltre un decennio di immobilismo, a definire le centinaia di pratiche di condono edilizio, al fine di attuare una forte azione di riqualificazione urbanistica e paesaggistica del territorio, nel pieno rispetto delle norme contenute nel Piano urbanistico territoriale e nel Piano regolatore generale di Praiano. L’azione svolta dalla mia Amministrazione, dal 2001 ad oggi, ha consentito di ridurre il fenomeno dell’abusivismo edilizio, ed ha posto le basi per un recupero urbanistico del territorio. Confido pienamente nell’operato dei tecnici, delle forze dell’ordine e della magistratura, affinché in tempi brevi si possa arrivare al reale accertamento dei fatti”. Il medesimo concetto è espresso anche da Vito Cinque, peraltro presidente dell’Associazione albergatori di Positano, che, peraltro non è stato colpito da nessun avviso di garanzia. “L’informativa è giunta a mio fratello – evidenzia – quale amministratore della società. Noi non abbiamo nulla da temere e siamo fiduciosi nel proseguo delle indagini. Che, mi auguro, facciano pure chiarezza su altri aspetti poco chiari e, peraltro, segnalati, come l’appropriazione di diversi terreni avvenuta indebitamente da parte di qualcuno. Per quanto riguarda gli immobili, infine, non c’è alcuna intenzione di trasformarli in strutture ricettive”.
Gaetano de Stefano