
Auditorium di Ravello
Ravello costiera amalfitana Prova d’assestamento, la magia dell’auditorium Oscar Niemeyer al battesimo delle prime note.
“Non è importante l’architettura, importante è la vita, importanti sono gli amici e la nostra voglia di cambiare questo mondo sbagliato” Oscar Niemeyer
Piccolo, eppure maestoso, una noce, un utero, un gioiello incastonato nella roccia.
Dall’oblò laterale spunta la cima di un cipresso a lambire e conficcarsi tra nuvole vaporose e bianchissime in un cielo grigio azzurro.
E’ quasi l’ora del tramonto in un’atmosfera gioiosa e trionfale di sorrisi siamo all’interno dell’autoditorium che profuma di nuovo.
L’orchestra e il coro del teatro San Carlo diretta da David Afkham si accingono alle prove aperte al pubblico.
Oscar Niemeyer è considerato uno dei primi ad aver sperimentato nuovi concetti architettonici sviluppando un stile scultoreo fluido e servendosi del cemento armato per creare strutture sensazionali che rispecchiano le sinuose curve naturali delle montagne, delle spiagge e della baia di Rio de Janeiro. Come i suoi maestri Lucio Costa e Le Corbusier è un Modernista ma la sua ricerca di architettura grandiosa legata alle radici della sua terra lo porta ad elaborare nuove forme per un inedito lirismo architettonico.
Pa-pa-pa-pa-pa.
Il direttore Afkam richiama l’attenzione di coro e orchestra pronti al loro posto: “Signori, vogliamo incominciare? Grazie”
Un paio di telecamere seguono i dettagli
“Signori, andiamo!”
Pa-pa-pa-pa
Una telecamera a mano si aggira discreta.
E’ un momento magico all’interno di questo sublime guscio bianco che pare nato per volere delle stesse rocce.
La prima volta in assoluto che nell’auditorium vengono fatte delle prove, l’emozione di tutti è tangibile
Pa-pa-pa-pa-pa-pa
“Un attimo di silenzio: Orchesta! Coro!
Prova d’orchestra della nona sinfonia in re minore opera 25 di Beethoven.
“Prova del 4° movimento, il coro entrerà tra il 2° e il 3° movimento”.
Tecnici specializzati come gentili ombre furtive si aggirano dietro i musicisti e con minimi segnali aiutano ad orientare le luci sui loro spartiti musicali.
“In bocca la lupo!”
E’ un momento magico, dove tutto inizia davvero, dove il sogno di un progetto fa il suo primo trionfale passo nella realtà.
Il direttore Afkham definisce questa prova, una prova d’assestemento e non prova generale.
All’interno dell’auditorium veniamo accarezzati dalle linee semplici e allo stesso tempo sofisticate della struttura, come galleggiare nel grembo caldo della montagna.
Un bianco spettacolare filtra dall’oblò squarciando le nuvole in perfetta complice sintonia.
La magia dell’argento vivo s’insinua nei nostri sguardi prima che faccia notte.
“I want to start the movement Allegro Assai.”
In una fremente e magica ondata dettata del cuore, dall’arte, dall’armonia e dalla natura che abbraccia secoli di cultura autentica: Ode alla Gioia.
Con le parole di un bellissimo articolo di Maurizio De Caro:
“… adesso è possibile che tutto ci sembri accaduto nella dimensione onirica perché il mondo di Oscar appartiene più ai sogni ideali che l’umanità ha prodotto che alla realtà che ha vissuto, ed è facile lasciarsi conquistare da questo genio grande contenuto in un uomo piccolo piccolo che continua a voler cambiare questo mondo sbagliato”.
Giovanna Mangiaracina