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29/01/2010

Cgil presenta un filmato girato nella Meditec di Battipaglia. Blitz dei carabinieri

Cgil
Cgil
SALERNO — Dieci banchi di lavoro, cinque per ogni fila, in 50 metri quadrati. Stufe alogene sotto i banchi a contatto con fili elettrici. Materiali infiammabili non custoditi. Nessuna uscita di sicurezza. Umidità che mangia le pareti e muffa che alberga nei bagni inutilizzabili. Gli aspiratori dei fumi di stagno che, invece di attirare i fumi, li spruzzano in faccia ai quattro ragazzi che lavorano schede marcate Alcatel Lucent Battipaglia per poi depositarle in scatole di cartone che recano il timbro a caratteri cubitali di Alcatel Italia. Anche i saldatori e i cespiti utilizzati per assemblare i vari pezzi portano l’etichetta dello stabilimento battipagliese. È questa l’immagine della Meditec srl, l’azienda di Claudio Rinaldi che, venerdì scorso, ha subito il blitz di carabinieri e finanzieri e l’ispezione dell’Asl di Salerno.

È questo lo scenario registrato in un filmato girato da alcuni lavoratori dello stabilimento battipagliese della multinazionale francese prima che le forze dell’ordine entrassero in azione. Il video, che dura più di venti minuti, è stato consegnato alle fiamme gialle, che stanno indagando sulla situazione fiscale della srl, e ai carabinieri, che invece devono far luce sulla presenza del lavoro nero, negato a gran voce dal titolare della Meditec. E, ieri, è stato inviato anche alla sede milanese dell’Alcatel che, il giorno successivo al blitz dei lavoratori, ha negato ogni tipo di rapporto con la Mediatec srl e con Rinaldi. Una settimana fa anche Rinaldi aveva confermato di non aver alcun rapporto di lavoro con i francesi, bensì solo con la Meditel. Dichiarazioni poi smentite dal socio di maggioranza dell’azienda che dieci anni fa acquistò un ramo dell’Alcatel, Pierluigi Pastore, e che oggi è a capo di una cordata di imprenditori intenzionata ad acquistare l’intero stabilimento, compresi i terreni. Per la Cgil, invece, Pastore sarebbe l’unico responsabile di quanto accaduto. E il filmato girato dai dipendenti dell’Alcatel di Battipaglia ne sarebbe la prova. «L’Alcatel Lucent dà lavoro alla Meditel che, invece, si avvale della manodopera di Meditec. È facile capire chi ci guadagna in questo giro. La Meditel di Pierluigi Pastore - tuonano il segretario provinciale della Cgil Franco Tavella e la sindacalista delle Rsu Stefania Cavaliere - perché l’Alcatel paga profumatamente per i servizi chiesti alla Meditel e l’azienda, il cui socio di maggioranza si definisce il nuovo acquirente dello stabilimento battipagliese, fa fare il lavoro a poco prezzo ad una sorta di laboratorio che sfrutta il lavoro nero, violando le norme di sicurezza e di igiene». E non solo. Le accuse a Pastore sono pesanti. «Da poco più di un anno - sottolinea la Cgil - i suoi 34 dipendenti hanno ottenuto undelle forniture da Meditec. contratto di solidarietà perché non avevano commesse. Poi scopriamo che il lavoro che dovrebbe fare per Alcatel lo demanda a terzi. È assurdo: dobbiamo tutelare l’immagine di Alcatel e anche i lavoratori di Meditel». Dal fronte Meditel, infine, c’è da registrare una netta presa di posizione delle Rsu Fim-Fiom e Uilm: «La ristrutturazione aziendale è stata concordata con accordi sindacali sottoscritti a margine della presentazione di piani industriali sinora completamente attuati e verificati periodicamente e congiuntamente con l'azienda, creando altresì occupazione aggiuntiva». In via cautelativa e nelle more dell’attività di verifica da parte delle autorità competenti è stata chiesta e ottenuta la sospensione
Dal Corriere del Mezzzogiorno           inserito da Michele Pappacoda



Inserito da:
Michele Pappacoda - mjcheva@live.it

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