Positano novembre alla ricerca di un caffè
Mentre si fanno blitz contro un tavolino a La Libreria
Positano a novembre è sempre bella. Ma guai a voler un caffè. I bar sono tutti, o quasi, chiusi. Lo stesso vale per i ristoranti. Parlar di regole e di turni è un'utopia. A nulla vale la presenza dei turisti attratti dalle belle giornate di sole. Cominciamo il nostro percorso dalla Chiesa Nuova. Il bar Internazionale chiude per il suo periodo di feste, rimane il bar Celentano, quando è aperto, se si va in giro per il paese si arriva ai Mulini ed anche li si trovano i bar chiusi, sulla spiaggia, deserta, troviamo aperto solo il ristorante La Cambusa, più su a Fornillo, Il Mediterraneo, ma nessuno sa, ne si trova da qualche parte, se e chi sarà aperto durante l’inverno. Desolante vedere il bar della Buca di Bacco ancora chiuso per il sequestro. Si deve arrivare al “Vicoletto”, un bar di Elio Rispoli, lo stesso che ha subito il sequestro del bar della Buca di Bacco in spiaggia, che da la possibilità, per fortuna, di far colazione. Come imprenditore forse è uno dei pochi che ha avuto il coraggio di stare aperto durante l'inverno. Dovrebbe essere premiato, ma non auguriamo a nessuno i premi che danno a Positano a chi fa qualcosa. Comunque andiamo avanti. Non manca solo il caffè, anche i servizi igienici sono assenti, chiuso quello della Buca (ma è pubblico o no?) il povero turista dovrebbe rintracciarlo come in una caccia al tesoro sotto una scala che si trova ai Mulini. Allora, disperati, in assenza di un bar, vanno dappertutto, nelle boutique o nelle pensioni aperte e addirittura, imploranti, arrivati alla Sponda, prima di prendere il bus, ne La Libreria di Positano. Un luogo di cultura. Ma cosa succede a Positano a chi fa cultura? Gli fanno una multa.. I vigili, che fanno il loro lavoro, dopo una segnalazione, vanno a sanzionare Laura Recordati, la titolare de La Libreria, che pur vivendo a Milano con un atto di amore ha deciso di investire in libri invece che in altro facile commercio a Positano, colpevole di aver messo sull’ampio marciapiede, senza intralciare il passeggio, un bel tavolino dove aveva poggiato per esposizione i suoi libri. Certo bisogna chiedere una autorizzazione, magari aspettando mesi. Ma un tavolino che rimane solo per questa settimana (La Libreria chiude domani), è diventato un simbolo di un paese che pensa a sanzionare chi da cultura invece di farla. La legalità non c’entra e non ha senso volerla applicare per un tavolino che esponeva dei semplici libri. Cultura. Sul suo blog Laura racconta l’episodio. Noi siamo senza parole. Vorremmo andare in palestra per sfogarci con qualche esercizio, ma, a Positano, anche la palestra, che è della scuola media, non funziona, non c'è ancora il parquet, agli studenti viene negata l'educazione fisica, di fatto, mentre i positanesi sono costretti, per la maggior parte, ad emigrare.. ne abbiamo parlato, ne parleremo. Laura vorrebbe fare tante cose per Positano, il suo sogno è un cinema. Già Positano non ha un cinema, da quello spazio è sbucata prima una boutique, poi una banca (Eppure era una struttura antica che oggi avrebbe avuto un grande valore, sarebbe bello farne la storia, non abbiamo neanche le foto, peccato.). Ha portato i libri, la sua intelligenza, la sensibilità e la voglia di fare. Questo paese come reagisce a chi vuol far qualcosa? Lo punisce. Lettere e querele a chi da informazione. Multe a chi espone libri. Non ci si può ribellare? Un modo c’è. Sostenere chi porta avanti certi discorsi. Chi ci tiene può farlo. Per Elio, andarsi a prendere un caffè al Vicoletto, per noi usando il conto corrente postale, che si trova sopra sulla sinistra della home page, o facendo la pubblicità su Positanonews che viaggia sui quasi 1000 contatti al giorno (il primo sito della Costiera Amalfitana citato anche da Wikipedia). Per La Libreria l’unica risposta è andare tutti da lei subito a comprare libri prima che chiuda. Oggi stesso. Domani è l'ultimo giorno. A Natale Laura starà in famiglia. Vuole pensare a se stessa. Ha ragione.E' giusto. Poi riaprirà a marzo. Ve lo faremo sapere. Abbiamo ancora un giorno. Andiamo da lei a comprare un libro, magari per il regalo di Natale. Facciamole capire che c'è un paese silenzioso che ama la cultura e chi la fa. Intanto noi cercheremo anche oggi un bar, è mercoledì forse ci riusciremo.
Michele Cinque