
Atrani Luigi Amato durante lo speciale TG1
Dopo la tragedia di Atrani in cui lo chef Carmine Abate ha perso la vita a seguito di un enorme masso staccatosi dalla parete e piombato sul ristorante “Da Zaccaria”, il dissesto idrogeologico dell'intera Costiera amalfitana diventa un caso nazionale. Il TG1 del 26 gennaio delle 13,30 ha dedicato un servizio sulle condizioni critiche in cui versa il territorio. Un Patrimonio dell'Umanità che si sta “sbriciolando” e che adesso sta diventando anche una questione di Protezione Civile. La giornalista Carlotta Angeloni, che nei giorni scorsi ha battuto in lungo e in largo i comuni che si snodano attorno la Statale Amalfitana 163, ha focalizzato l'attenzione sull'allarme che in questo momento la Provincia di Salerno ha fatto scattare su Tramonti e Atrani. Per Atrani la Procura di Salerno deve ancora accertare, dal 2 gennio scorso, di chi è la competenza del costone, o Amalfi o Atrani, visto che il ristorante si trova in entrambi i comuni della costiera amalfitana, fra Vietri sul mare e Cetara risorge il Fuentino, come lo abbiamo chiamato, si sta costruendo ancora, un parcheggio con struttura annessa, dopo la demolizione del Fuenti, simbolo della battaglia ambientalista in Campania ed in Italia, con tutti i permessi in regola . A Tramonti, il Comitato genitori “Scuola sicura” ha lanciato l'allarme sul possibile rischio proveniente dagli smottamenti di una frana vicina, il dirigente scolastico, Luisa Patrizia Milo ha fatto lettere al Comune e convocato consiglio di istituto al proposito.. Ad Atrani, invece, il comitato dei cittadini, come su Positanonews piu volte abbiamo scritto, fra gli articoli sulla costiera amalfitana e penisola sorrentina , ha denunciato la mancanza di un programma complessivo di risanamento dei costoni rocciosi che si trovano a ridosso delle abitazioni, e di un progetto di un parcheggio a monte del fiume Dragone, finanziato nell'ambito del “Contratto di Quartiere” dal Ministero delle Infrastrutture, che causerebbe solo una selvaggia cementificazione e un rischio per l'abitato. Le telecamere si sono poi portate anche sulla storia del Vallone Porto di Positano (il servizio televisivo andrà in onda in un'altra occasione): un'area non antropizzata e con vincoli, ma minacciata da lavori inutili e dannosi.