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25/01/2010

RAVELLO, POCHI POSTI PER I RAVELLESI ALL´AUDITORIUM? RISPOSTA DI DE MASI

Ravello De Masi
Ravello De Masi

Ravello costiera amalfitana. Accantonata la discussione sulla gestione dell'auditorium, come se fosse una cosa secondaria, a Ravello si divertono a parlare dei posti a sedere per l'inaugurazione della maggior opera della costa d' Amalfi. Così De Masi risponde ai fratelli Gallucci che hanno creato un sito sull'auditorium. Positanonews è stata l'unica testata giornalistica a seguire con continuità tutta la vicenda della gestione dell'auditorium costantemente, e non solo poche ore prima dell'inaugurazione, come stanno facendo in tanti. Praticamente ogni settimana di ogni mese e ultimamente quasi tutti i giorni abbiamo parlato di questa che è una delle opere più importanti della Campania, come nessuno ha fatto. Nella sezione Ravello di Positanonews si può trovare una cronistoria continua e periodica su quello che è successo a dimostrare il lavoro fatto. Della gestione che si doveva decidere con un consiglio comunale lo scorso novembre nessuno ne parla più. Nessuno si è preoccupato di sentire minoranza e maggioranza, solo su Positanonews si trovano gli interventi dell'opposizione, di consiglieri di maggioranza, i retroscena senza i veli della politica. Colpe non ne diamo a nessuno. Ma è possibile che ad auditorium inaugurato non sia ancora stato sciolto e chiarito questo nodo? Sono importanti i posti a sedere o il futuro di questa struttura? Bisogna che tutti lavorino insieme per portarla avanti e svilupparla. Ecco la lettera di De Masi

Carissimi,

non è affatto vero che i ravellesi sono esclusi dalla inaugurazione dell’Auditorium, come riporta il vostro blog.

A Ravello abbiamo affisso un manifesto di cui vi allego il testo e che vi prego di riportare nel vostro blog. Come si vede, nonostante il fatto che l’Auditorium abbia solo 400 posti, in tutti gli spettacoli “almeno” 50 posti sono riservati ai ravellesi. Ad essi vanno aggiunti tutti i ravellesi che si autotassarono per difendere la realizzazione dell’Auditorium presso il TAR di Salerno; vanno aggiunti i bambini che studiano danza; vanno aggiunti tutti gli anziani per il concerto di Accardo; vanno aggiunti 400 ragazzi per lo spettacolo cinematografico; vanno aggiunti tutti coloro che rivestono ruoli istituzionali (consiglieri comunali, ecc.).

Cordiali saluti.
Domenico De Masi

 

Una precisazione.

Non siamo critici verso chi ha sollevato il problema dei posti. In particolare, è giusto dirlo, Emiliano Amato, consigliere di maggioranza, titolare e direttore del quotidiano online di Ravello Il Vescovado  . Ne celebriamo i fasti dell'inaugurazione dell'Auditoriumo o il professor Domenico De Masi, ne significa che condividiamo tutto ciò che dice De Masi in questa lettera, ma non comprendiamo il livore di certi messaggi che pure liberamente, e siamo gli unici a farlo, pubblichiamo.  Abbiamo una nostra autonomia e indipendenza da tutto e tutti. In tempi non sospetti abbiamo sollevato critiche su come si stava gestendo la vicenda auditorium e Positanonews, la rete non può ingannare, è stato l'unico a farlo costantemente (quasi un centinaio di articoli con foto in un anno dimostrano che noi siamo un quotidiano quotidiano e indipendente perchè non abbiamo lesinato critiche a nessuno), un lavoro certosino e continuo fatto di sveglie all'alba, di sopralluoghi, di collaboratori in ogni comune, che ne hanno fatto il successo della testata.  Rivendichiamo la nostra autonomia ed indipendenza da tutto e tutti e riteniamo che se vi siano delle discrasie nella data di inaugurazione queste non siano da attribuire ne al Comune ne tantomeno alla Fondazione. Sono scelte, giuste o sbagliate lasciamolo dire ai ravellesi (ma i ravellesi sono divisi in due o addirittura tre, nessuno può avere l'appannaggio della ravellesità, seppure esiste questo concetto) , della Regione Campania. Ora è il momento di pensare al futuro di Ravello e della costiera amalfitana e non solo. Quest'opera, finanziata con soldi della Regione Campania, deve servire alla comunità tutta della costa d' Amalfi. Bisognerebbe ragionare, una volta per tutte, in termini di comprensorio.

Michele Cinque




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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