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21/01/2010

Bce: «Gli sgravi fiscali andrebbero considerati soltanto nel medio periodo

Il presidente della Bce Jean Claude Trichet (LaPresse
Il presidente della Bce Jean Claude Trichet (LaPresse

 Possibili solo «una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci

FRANCOFORTE (GERMANIA) - «Gli sgravi fiscali andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci»: è l'avvertimento lanciato dalla Bce nel Bollettino di gennaio nel quale ricorda che i governi di molti paesi dell'area euro devono far fronte a «squilibri di bilancio notevoli e in netto incremento». La Bce esorta i governi «a decidere e attuare tempestivamente strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti che siano ambiziose, fondate su ipotesi di crescita realistiche e incentrate soprattutto sulla riforma della spesa». Francoforte ammette inoltre che «l'attuale impegno dei governi ad avviare il processo di risanamento al più tardi nel 2011, spingendosi ben oltre il parametro dello 0,5% del Pil all'anno in termini strutturali, rappresenta il requisito minimo per tutti i paesi dell'area dell'euro». Secondo la Bce, inoltre, il successo delle strategie di riequilibrio dei conti «dipenderà essenzialmente anche dall'esistenza di norme di bilancio e istituzioni nazionali adeguate e richiederà trasparenza delle procedure di bilancio, nonchè statistiche di finanza pubblica complete e affidabili».

 

RIPRESA ECONOMICA - Nel 2010 l'espansione dell'economia di Eurolandia avrà un «ritmo moderato» e il «processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo» sottolinea ancora la Banca Centrale Europea secondo cui «la disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura». La Bce ricorda poi che alcuni fattori che sostengono la crescita hanno «carattere temporaneo» e «le prospettive restano soggette a incertezza». Le ultime informazioni, rileva l'Istituto di Francoforte, «confermano che l'attivitá economica nell'area dell'euro ha continuato ad espandersi sul fine del 2009, dopo l'incremento sul periodo precedente dello 0,4% del Pil in termini reali nel terzo trimestre dello scorso anno». La zona euro, sottolinea, «ha beneficiato dell'inversione del ciclo delle scorte e della ripresa delle esportazioni, nonchè dei significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e delle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario». Alcuni dei fattori che sostengono la ripresa, osserva la Bce, «hanno tuttavia carattere temporaneo. Inoltre, è probabile che l'attivitá sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area dell'euro». In aggiunta , sottolinea, «il baso grado di utilizzo della capacità produttiva potrà verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando la crescita dei consumi. Di conseguenza ci si attende che l'economia dell'area cresca ad un ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo».

DISOCCUPAZIONE - «La disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando la crescita dei consumi» scrive ancora la Bce , aggiungendo che si prevedono «dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell'area dell'euro e fuori dai suoi confini».

corriere.it                    inserito da michele de lucia




Inserito da:
Michele De Lucia - michelepositano58@libero.it

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