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01/11/2006

Positano Yoga alla Selva

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Si conclude l'esperienza con Luisa Meo una allieva di Kriyananda ed una esperienza nel campo delle discipline spirituali che è passata dalla psicologia transazionale da Laura Boggio Gillota ai corsi di miracoli fino al Yoga Kundalini e il Kriya Yoga. Tramite il controllo della respirazione si raggiunge il controllo del se e l'abbandono per scaricarsi dalle tossine mentali della vita. Il mantra Om e il saluto Shanti (pace) sono il cardine di queste tecniche ed il pranayama si effettua con i mantra interiore Sat (inspirazione) Nam (espirazione). Ne La Selva l'ambiente ideale per elevarsi con meditazioni ed esperienze spirituali a contatto con la natura.

Swami Kriyananda, fondatore e guida spirituale di Ananda, è uno dei pochi discepoli diretti ancora viventi di Yogananda. Swami Kriyananda risiede attualmente in India e sta dedicando questa fase della sua vita a diffondere nuovamente in quel paese i principi della realizzazione del Sé e di una vita equilibrata, sviluppando Comunità Ananda di fratellanza mondiale, centri di ritiro spirituale e scuole per “Educare alla vita”.

Gli insegnamenti ad Ananda sono quelli di Paramhansa Yogananda (1893-1952), autore del classico spirituale Autobiografia di uno Yogi. Yogananda ha dato risalto ai principi eterni alla base di ogni religione. Il suo scopo era di aiutare i ricercatori sinceri della verità, indipendentemente dalla religione di appartenenza, a ottenere l’esperienza interiore e diretta di Dio

Il Kriya Yoga, spesso menzionato nell’ Autobiografia di uno Yogi e nel Sentiero, è una tecnica avanzata per l’evoluzione spirituale, che viene a noi dalle più alte epoche di evoluzione spirituale. Fa parte della antica scienza del Raja Yoga ed è spesso citato da Patanjali nei suoi Yoga Sutra e da Krishna nella Bhagavad-Gita.

La conoscenza del Kriya fu oscurata durante l’età buia del materialismo, conosciuta in India come Kali Yuga. Fu riportata in vita dall’immortale maestro indiano Babaji ed elaborata dal suo discepolo Lahiri Mahasaya che ha articolato i principi del Kriya in una serie specifica di pratiche di meditazione e di pranayama. Lahiri Mahasaya ha insegnato la sua scienza a migliaia di discepoli, la maggior parte dei quali come lui avevano responsabilità di famiglia e mantenevano i propri impegni nel mondo praticando allo stesso tempo il Kriya.

Yoga significa legame e vuole indicare il legame tra corpo, mente e spirito, Kundalini è l'energia descritta come un serpente acciambellato su sé stesso alla base della spina dorsale che va risvegliato perché salga fino alla cima della testa, e che sta a significare la consapevolezza dormiente e poi risvegliata.

Lo Yoga Kundalini sviluppa la consapevolezza di sé, del legame tra corpo, mente e spirito.

Esistono vari tipi di yoga che vengono comunemente chiamati "Kundalini Yoga", tra questi ce ne è uno in particolare che ha un grande seguito e fa riferimento agli insegnamenti di Yogi Bhajan, un maestro indiano arrivato in occidente nel 1968.

Il Kundalini Yoga si differenzia dagli altri tipi di yoga a livello pratico per la brevità, varietà e dinamismo degli esercizi, per l'attenzione posta alla respirazione che è parte integrante degli esercizi, per l'uso di mantra (ripetizioni di fonemi universali che stimolano attraverso la lingua 84 punti di agopuntura sul palato) durante le meditazioni.

Il Sat Nam Rasayan®:
si basa sul principio che noi percepiamo il mondo intero attraverso ciò che proviamo quando ci relazioniamo con persone, oggetti o eventi.
Nella tradizione, “guarire” significa recuperare uno stato di benessere, di armonia e di equilibrio, che non coincide necessariamente con l’eliminazione del sintomo. Il “curatore” facilita questo recupero.

In cosa consiste: viene prodotto uno stato meditativo specifico molto intenso nel quale il “curatore” include il “paziente”, ne riconosce i disagi e se ne prende cura. Le tensioni si allentano e il sistema del “paziente” ritrova la strada del suo equilibrio.

 




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