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18/01/2010

SANT´ANASTASIA STATALE 268, MUORE BAMBINA DI 4 ANNI

statale 168 muore bimba
statale 168 muore bimba

Sono le strade di nessuno, dove non trovi ne indicazioni ne aiuto, all'improvviso sbucano curve progettate da qualche criminale, incroci assassini, siamo stati li qualche giorno fa come positanonews, dalla costiera amalfitana e penisola sorrentina ai paesi vesuviani, per vedere le tradizioni, bellissime e autentiche, di Nola di Cicciano, falò e tammorre,  ma poi basta girare con l'auto,  per percepire a pelle di un popolo martoriato, l'asse mediano, la 219, case accatastate per il dopo terremoto, rinchiusi come i topi in strutture costruite con il sangue altrui e dove altri hanno guadagnato, poi la 268, un altro numero, una strada assassina, dove ti perdi, perchè nessuno ha la sensibilità di apporre una segnaletica decente, o muori. Non erano trascorse neanche 24 ore dall’ultimo incidente sulla statale 268 che l’asfalto si è bagnato di nuovo di sangue. Questa volta a rimetterci la vita una bimba di appena 4 anni. La piccola, A.F. di Napoli, viaggiava con i genitori e la sorella maggiore di 10 anni a bordo di una Ford Focus Station vagon lungo la statale 268. Quando, al chilometro 5,500 all’altezza dello svincolo di Sant’Anastasia, intorno alle 00.45 di sabato notte l’auto guidata dal padre A.F., per motivi ancora da accertare, come racconta Gabriella Bellini su Metropolis , ha sbandato invadendo la corsia opposta e si è fermata di traverso bloccando entrambe le carreggiate. In quel momento è sopraggiunta da Napoli una Seat Leon guidata da un uomo che ha centrato in pieno la vettura, un impatto così violento che ha spezzato in due la Ford. Sul sedile posteriore erano sedute le due bambine. Sul posto sono intervenuti subito i mezzi di soccorso del 118 e una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Castello di Cisterna (coordinati dal tenente Alessandro Perrotta). La situazione è apparsa immediatamente grave, bastava la vettura completamente divisa in due a far rendere conto di quanto fosse stato forte lo scontro. Le bimbe e gli occupanti della Seat sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria della Pietà” di Nola. Qui i medici si sono resi subito conto che le condizioni della più piccola erano disperate, aveva vaste ferite agli arti inferiori e diversi traumi, dopo le prime cure ne hanno disposto il trasferimento d’urgenza al nosocomio “Santobono” di Napoli, ma purtroppo alle 5 è morta. La sorellina, P. di 10 anni, ha riportato diverse ferite con una prognosi di 30 giorni, completamente illesi i genitori, A.F., pizzaiolo pregiudicato napoletano, e la moglie C.M., mentre gli occupanti dell’altra vettura, un uomo e una donna hanno riportato traumi all’addome che i medici però hanno giudicato guaribili in 5 giorni. Gli uomini di Perrotta hanno svolto i primi rilievi sul luogo dell’incidente, ed hanno appurato che il padre della bimba deceduta nello scontro guidava senza patente, senza assicurazione, che la sua auto non era stata sottoposta alla revisione obbligatoria. Oggi a lui e la sua famiglia resta il dolore di aver perso un piccolo angelo per un momento di follia, forse l’alta velocità, il fondo bagnato hanno portato all’ennesimo drammatico incidente. Appena venerdì notte un uomo e una donna erano morti carbonizzati a qualche chilometro di distanza. Alle 4 del mattino al chilometro 8 della statale, altezza dello svincolo di Somma Vesuviana, si era verificato il violento impatto. Un’Opel Meriva 1700 turbo diesel, guidata da un giovane di 26 anni di Ottaviano che viaggiava in direzione di Angri, ad altissima velocità si era andata a scontrare con una Fiat Punto che, presumibilmente, era ferma allo svincolo. Un impatto così violento che ha portato al quasi immediato incendio della vettura, a bordo della quale vi erano due persone, un uomo e una donna. Per il cui riconoscimento è stata necessaria l’intera giornata di sabato. Il giovane alla guida della Meriva, invece, si è ferito lievemente e trasportato d’urgenza all’ospedale “Apicella” di Pollena Trocchia i medici lo hanno refertato per una prognosi guaribile in 4 giorni.




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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