Circolano negli ambienti politici e giornalistici della Capitale 12 foto che ritraggono Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, insieme con all’allora colonnello Mario Mori, all’ex questore Bruno Contrada e ad alcuni agenti dei servizi segreti.
La notizia si apprende dallo stesso blog dell’ex magistrato giustizialista, che subito rilancia, minacciando querele. Ma c’è dell’altro. Il dossier ipotizza legami tra Di Pietro e la Cia, nell’epoca di Mani Pulite. A queste informazioni, va aggiunta una nota: Mori è stato indagato per il coinvolgimento nella trattativa mafia-stato, mentre Contrada è stato condannato per fatti di mafia. “Un fatto gravissimo, che ricostruisce il passato scabroso dell’onorevole Di Pietro – dice Flora Beneduce, presidente del Club della Libertà Napoli Sud -. Con la toga è stato salutato come un novello padre della patria. Ora scopriamo che il suo ruolo storico è stato un altro.
Queste informazioni alimentano ulteriori dubbi sulla caduta della prima repubblica e sul ruolo svolto in quegli anni dalla criminalità organizzata e dai servizi segreti americani.” E se il leader di sinistra parla di bidone mediatico o di una bomba ad orologeria alla vigilia delle elezioni regionali, il Popolo della Libertà vuole vederci chiaro. “Mi auguro che l’uomo che si è auto definito paladino della giustizia e della trasparenza – dice la dottoressa Beneduce -, spieghi come sono andati i fatti, senza trincerarsi dietro dichiarazioni improbabili”.