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15/01/2010

Disperazione ad Haiti. C´è una prima vittima italiana

Haiti
Haiti

L'isola caraibica distrutta dal terremoto è nel caos. Sopravvissuti in fuga. Il giornale "La Gente d'Italia": Gigliola Martino, oriunda nata ad Haiti, prima vittima italiana. In corso le verifiche della Farnesina.

A più di due giorni dal terribile terremoto che ha devastato l'isola caraibica è ancora caos. La capitale Haiti sembra diventata un cimitero a cielo aperto. Si scava a mani nude, moltissime persone sono seppellite vive sotto le macerie. I sopravvissuti tentano la fuga verso il confine con Santo Domingo.

C'è anche un prima vittima italiana. E' Gigliola Martino, 70 anni, nata a Port au Prince da genitori italiani. A rivelarlo è "La Gente d'Italia", il quotidiano d'informazione indipendente diretto da Mimmo Porpiglia, già console onorario di Haiti in Italia. Gigliola Martino, racconta il quotidiano on line, "è morta nell'unico ospedale della capitale sfuggito al sisma, per le gravi ferite  riportate nel crollo della sua abitazione. Il figlio, Riccardo Vitello e il cugino Leone Vitello, nelle ore successive al sisma, erano corsi da lei a Bourdon, il quartiere residenziale che confina con Petionville, abitato prevalentemente da italiani, diventato oggi un cumulo di macerie. Gigliola Martino viveva da sola con due persone di servizio, una badante e un garzone". Sono in corso le verifiche della Farnesina.

Sono saliti a circa 130 "gli italiani che si sono manifestati e che stanno bene". A dirlo è stato il vice capo del servizio stampa della Farnesina, Aldo Amati, secondo cui continuano intanto ad Haiti le ricerche degli italiani, alcune decine, che "ancora mancano all'appello". "Il nostro funzionario dell'Unità di crisi sul posto sta controllando negli alberghi crollati e verificando se ci sono nostri connazionali", ha aggiunto Amati.

Intanto, nel mondo e sul web si moltiplicano gli appelli alla solidarietà e si raccolgono fondi. Nell'isola caraibica la situazione è sempre più drammatica. La gente è in fuga verso il confine con Santo Domingo.

Michele Pappacoda




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