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28/10/2006

"Il vuoto e il pieno", a cura di Francesca Rendano, al "Lanificio 25".

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“Lanificio 25” continua nella sua missione di luogo di incontro, confronti e produzione artistica. Tutti i mercoledì l’appuntamento è con Happy Hour Show, un aperitivo assolutamente inedito dove ciascuno può mostrare le proprie creazioni d’arte. Dalle 19.00 alle 24.00 artisti e non, sono tutti invitati a partecipare per costruire insieme una serata di relax e condivisione all’insegna dell’arte e del piacere di stare insieme.

 

Martedì 24 ottobre al “Lanificio 25”  è stato presentato “Il vuoto e il pieno”, installazione del gruppo “Quartapittura”, esito di dieci anni di ricerca e sperimentazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, coordinati da Ninì Sgambati e Franz Iandolo (con papà scultore che ricordiamo con affetto, Raffaele). La mostra-evento nasce come ultima evoluzione dell’installazione “Il pieno e il vuoto”, già presentata dal gruppo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli nel maggio scorso. “Quartapittura” è approdata al “Lanificio 25” di Porta Capuana e celebrato la sua fine, il suo svuotamento. Il “pieno”, costruito attraverso fasi successive di lavoro collettivo, alla ricerca di un’opera d’arte di massa, ha dato vita, poi, quasi ineluttabilmente, allo “svuotamento creativo”, la distruzione del tutto a completamento del ciclo di vita. Lanificio 25, ex-opificio industriale dell’Ottocento riconvertito in centro di produzione artistica, continua nella sua missione di supporto e promozione artistica e culturale e si offre come spazio intermedio, tra la dimensione sperimentale del laboratorio e la realtà distributiva della galleria. Si fa luogo di fruizione attiva dell’arte e non semplice spazio espositivo: il gruppo “Quartapittura” ha invitato il pubblico a partecipare a questo momento finale, invadendo l’opera d’arte, integrandosi; alla fine, c’è chi religiosamente ha conservato le briciole dell’apparato in bicchieri di plastica per ricordo. Camminando e respirando lo spettatore si è fatto attore e l’installazione ha accolto una performance collettiva. Integrazione e decontestualizzazione: anche il catalogo della mostra, ideato da Zelig, riflette questa scelta: la struttura è flessibile e non vincola ad un ordine di lettura, la consultazione è essa stessa pretesto di intervento del pubblico sull’opera; il progetto si conclude, ma lascia tracce ispirative che ne amplificano il senso. Si segnalano testi di Ninì Sgambati e Carlo De Rita. Creazione e distruzione dinamica, e nella distruzione la generazione del momento creativo. Superando i vincoli di staticità dell’opera d’arte tradizionale, gli artisti di “Quartapittura” hanno scelto di sottrarre e ridurre quanto realizzato, non più di accrescere.
Si è solidificato l’atto conclusivo al centro del processo artistico e lo svuotamento e la chiusura, come alimenti concettuali, hanno segnato il tempo per successive esperienza d’arte.

In sintesi: il vuoto come momento dialettico che segue il pieno, la sintesi come punto di partenza per un nuovo percorso, la fine che genera una nuova origine.

 

Dalle informazioni che vengono dettagliatamente prodotte da Valeria Ricciardelli e da altri collaboratori il “Lanificio 25” si presenta come punto essenziale di riferimento per i giovani artisti. Così vuole anche Francesca Rendano, curatrice della  mostra-evento, e, per chi non lo sapesse, elegante fotografa d’ambienti. Lei attentamente conosce uno per uno tutti coloro che si presentano e che hanno intenzione di conversare sull’arte contemporanea. E’ un ottimo metodo per comprendere quali potenzialità ci siano in giro e per tastare il territorio della creatività.

Maurizio Vitiello

 

Info:

“Lanificio 25” Piazza De Nicola, 46 Napoli; (all’interno del secondo cortile dell’Ex Lanificio Sava – interno 25) 339.196.0550 - www.cra.na.it




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