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15/01/2010

Amalfi il libro di Enzo Colavolpe, La Malattia dei Grandi. Fra fede e scienza

Amalfi il libro di Enzo Colavolpe
Amalfi il libro di Enzo Colavolpe

 Enzo Colavolpe è l'anima di molte manifestazioni che si tengono ad Amalfi  (dalla Sposa di Amalfi, alla Stella di Tabor), e ora autore di un testo “La Malattia dei Grandi”  un interessante confronto tra scienza e fede.  In primo piano  Giovanni Paolo II, che ne ha ispirato il tema e la copertina. Il libro è arricchito dalla prefazione del vescovo della Diocesi di Amalfi Cava de'Tirreni, Orazio Soricelli. Umberto Veronesi, Alfredo Berardelli e Leonardo Stancati hanno tracciato un armonico profilo, sotto l’aspetto scientifico ed umano. Dalle pagine di questo libro viene fuori un messaggio forte che fa pensare e riflettere. La “ grandezza” di una malattia non è data dai titoli di chi la soffre, ma dalla dignità e dalla profondità con cui la vive, facendo ricorso non solo alla Scienza, come sussidio umano, ma anche alla Fede che nicchia sempre nell’anima di ciascuno, dove trovi la forza di resistere, il coraggio di soffrire ed, infine, la speranza dell’Attesa. Il percorso letterario è cadenzato da semplici racconti che toccano le corde più intime del cuore o dalle straordinarie intuizioni da “paziente”, maturate attraverso una ricerca umana e personale che è stata peraltro suffragata dalle testimonianze degli scienziati e ricercatori presenti, citati nel libro stesso: Andrea Ballabio, Alfredo Berardelli, Gerardo Botti, Antonio Giordano, Antonio Iavarone, Anna Lasorella, Pier Giuseppe Pelicci, Eugenio Sanvirgilio anche a nome del Premio Nobel per la Medicina Mario Capecchi, Bruno Silvestrini, Antonio Simeone e Paolo Stanzione. Un testo di rilievo per un cittadino della costiera amalfitana che ha raggiunto grandi risultati nel mondo della cultura

  La presentazione del testo è avvenuta durante una delle manifestazioni del Simposio della Cultura per la Stella Tabor curate da Colavolpe.  Il Prof. Gerardo Botti , da oltre dieci anni Direttore del Dipartimento di Anatomia Patologica e Citopatologia dell’Istituto dei Tumori “G.Pascale”di Napoli, insignito di recente della prestigiosa “ Stella di Tabor” per la Scienza e la Ricerca, ha voluto dividerne la gloria con tutta la sua équipe di giovani e precari ricercatori che sono saliti in cattedra con lui per una lezione magistrale sulla prevenzione dei tumori femminili, riservata ad un “parterre” di sole donne e qualche medico “infiltrato”, interessato ad aggiornare le proprie conoscenze. Questo incontro, che ha avuto luogo in Amalfi sabato 16 gennaio, presso la Basilica Museale del Crocifisso, sebbene con un tema molto diverso, ha suscitato lo stesso interesse di quella del Professor Francesco Paolo Casavola che inaugurò il Simposio Nazionale della Cultura, in agenda fino al 20 marzo p.v. Il professore Gerardo Botti ha tracciato, innanzitutto, un quadro storico della situazione clinica e patologica del Paese in termini statistici, mettendo bene in evidenza che, ogni giorno, circa mille sono le diagnosi di tumori, di cui ben la metà parla di morte. Negli ultimi anni, una corretta campagna di informazione ha riguardato non solo il concetto di diagnosi precoce che ha contribuito a ridurne la mortalità fino al 15%, con una tendenza più spiccata nei tumori femminili, ma anche l’eliminazione dei fattori a rischio ed il ricorso a rapide terapie medico-chirurgiche che sono ormai all’ avanguardia. Questo protocollo è una specie di “catechismo” della salute che siamo chiamati tutti a rispettare per dare maggior senso etico al dono della vita che, come tale, è certamente da proteggere. La ricerca, in questo campo, sta facendo passi da gigante. E’ notizia d’oggi la nuova scoperta del Prof. Pier Giuseppe Pelicci, anch’egli “Stella di Tabor”per il 2009, che splende alta nei cieli della Scienza. Assieme al Prof. Pier Paolo di Fiore, è riuscito a “marcare” in modo visibile, quasi fluorescente, le cellule staminali presenti nel tumore al seno, già pronte a produrne altre sempre più cattive, che sono capaci di resistere anche alla chemioterapia. Una volta individuate e contate con un normale “test” del sangue, bisognerà provvedere alla loro eliminazione, con assoluta precisione. Il futuro è ormai molto vicino. Il prof. Gerardo Botti sta concentrando, invece, la propria ricerca sulla conoscenza delle più attuali tecnologie applicate in anatomia patologica, finalizzate alla diagnosi dei linfomi più aggressivi. Indubbiamente, l’idea di un Simposio Nazionale della Cultura, che sta interessando le maggiori discipline del momento, realizzata con coraggio e competenza dall’Arcidiocesi d’Amalfi, andrebbe ora raccolta e sviluppata da chi di dovere. Il suo ideatore Enzo Colavolpe, sta già pensando ad altro. Si chiede, infatti, perché tante fervide intelligenze senza frontiere, come è avvenuto in tale circostanza, non tornano ad incontrarsi ad Amalfi presso una specie di Campus estivo permanente oppure un Centro di Studio e di Ricerca di riferimento mondiale, come il professor Zichichi ha creato nella sua Sicilia, da realizzare sulle colline di Pogerola dove giace, fra macerie politiche e morali, l’idea di un ospedale mai realizzato. Che è del demanio della Regione. Così l’ottimo Assessore alla Ricerca, On. Nicola Mazzocca, che è di casa in questo settore, non dovrebbe far ricorso alla fantasia per valutare qualche più legittima alternativa al suo programma di insediamenti per la ricerca. In tal caso, la sede sarebbe già pronta ed i richiami, anche d’immagine, potrebbero essere maggiori. Realizzarli qui o là, anche richiamando denominazioni di origini diverse, è di scarsa rilevanza. Quel che conta è crearli ed anche in breve tempo. Perché la scienza ha fretta. Il professore Botti, per una idea del genere, ha fatto certamente bene a pensare al suo Cilento. Amalfi, isola negletta della politica che conta, potrebbe rivolgersi solo ad Umberto Veronesi per la vicinanza a questa terra; confermata, ancora una volta con grande simpatia, con la prefazione al libro di Enzo Colavolpe: “La Malattia dei Grandi” che di tutta la manifestazione ha voluto che fosse la bandiera. Dell’etica e della ricerca.

 





Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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