Codevigo, il ragazzo è stato portato in condizioni disperate all'ospedale di Padova in attesa di un intervento chirurgico
PADOVA - Un ragazzo di 12 anni è rimasto gravemente ferito da tre colpi d’arma da fuoco alla testa sparati dal padre. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio a Codevigo (Padova). Il ragazzo, ferito in modo grave, è stato trasportato in condizioni disperate con l'elicottero all’ospedale, mentre l’uomo, vedovo da alcuni anni, è stato portato in caserma dai carabinieri di Piove di Sacco, a disposizione del magistrato. Il dodicenne è ricoverato in rianimazione nel reparto di chirurgia pediatrica dove l'equipe del neurochirurgo pediatrico Domenico Davella lo sta sottoponendo a un intervento. La prognosi è riservata. Le indagini sono coordinate dal pm Orietta Canova. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, con una telefonata al 118, qualcuno, probabilmente il padre, ha comunicato che c'era da soccorrere una persona ferita al cimitero di Codevigo. Una volta arrivata sul luogo, l'ambulanza del Suem non ha trovato nessuno e mentre stava facendo rientro a Padova, ha trovato ferma allo stop una Fiat Uno con gli sportelli aperti. Poco lontano, un uomo in condizioni non lucide e il corpo agonizzante del ragazzo. La pistola utilizzata per il tentato omicidio era stata gettata nel fossato vicino.
«Una tragedia enorme che ci lascia senza parole. Un episodio che appare ancora più grave visto che c’è un minore»: è il primo commento del sindaco di Codevigo (Padova), Graziano Bacco, davanti alla vicenda di un padre che ha sparato al figlio, ferendolo in modo grave, per ragioni ancora poco chiare. Il primo cittadino dice di essere stato informato di quanto accaduto e di voler attendere i risultati del lavoro dei carabinieri, ma rileva che «non c’è alcuna possibile giustificazione per un atto del genere. Come genitori dobbiamo interrogarci tutti». Anche se non conosce personalmente l’uomo, Bacco ricorda di conoscere la sua famiglia e di aver saputo che era rimasto vedovo alcuni anni fa. «Quello che so - aggiunge - è che niente può definire quello che è accaduto».
Martino Galliolo inserito da michele de lucia