
Donna al lavoro
Secondo molti economisti e sociologi ,come illustra Maurizio Ferrera in un suo interessante saggio "Il fattore D" l'economia non può crescere senza il contributo delle donne.Da molti anni non a caso il nostro paese cresce poco o nulla e anche sul piano demografico.Il lavoro femminile rappresenta una risorsa su cui puntare per rimettere in moto l'economia e superare anche la crisi che l'ha colpita negli ultimi due anni.L'italia risulta agli ultimi posti per tasso di occupazione femminile.Gli altri paesi occidentali invece ci mostrano come l'occupazione sia un fattore decisivo.Una donna che lavora crea quasi sempre un altro impiego per l'aiuto che necessita nello svolgimento della sua attività.Avrà bisogno di un asilo nido magari per i figli.E metterà al mondo con molta probabilità anche più bambini,smentendo un luogo comune.L'ultimo rapporto Istat fa allora riflettere.Secondo i dati stilati 47,2 contro 70,3 sono le percentuali di donne e uomini che lavorano.Non la metà insomma ma quasi.Le donne lavoratrici in italia sono davvero poche e a volte anche discriminate.Anche i dati statistici sul titolo di studio sono impressionanti.Due anni fa la metà della popolazione adulta italiana non andava oltre la licenza di scuola media.E il nostro paese viene collocato all'ultimo posto insieme a Spagna,Portogallo e Malta per livello di istruzione.Il lavoro nero sottolinea la statistica rimane una piaga nel Bel Paese.
Le piccole e medie imprese sono inoltre molto diffuse come avviene in Portogallo e Grecia e purtroppo il divario Nord -Sud permane e le persone in uscita dal mercato del lavoro sono il 20% in più di quelle potenzialmente in entrata.Questo squilibrio pone il nostro paese al primo posto,a molta distanza dalla media comunitaria.Inoltre L'Istat ci conferma che la popolazione è invecchiata,ci sono infatti 143 anziani ogni 100 giovani.Ci collochiamo subito dopo la Germania con questo dato.La Liguria rimane la regione più vecchia e la Campania si conferma quella più giovane.La politica sociale europea non sembra aver raggiunto i risultati sperati e l'obiettivo di coesione sociale dei paesi aderenti all'Unione.Valeria Civale