
Capri senza sala cinematografica
Capri senza sala cinematografica. L'isola azzurra dagli ultimi giorni di Ottobre è rimasta priva del cinema. Nessuna sala cinematografica è presente sull'isola Azzurra: dopo che l'Apollo, l'unico cinema di Anacapri, è stato trasformato in un albergo a cinque stelle di proprietà del presidente del Genoa Enrico Preziosi, l'Auditorium del Centro Congressi era rimasta l'unica spiaggia per gli appassionati del grande schermo e le serate di proiezione, limitate solo al venerdi, sabato e domenica, erano l'unica possibilità per poter coltivare la passione del mondo della celluloide. La querelle risale a un contenzioso tra il Comune, proprietario dell'immobile, e la società Caprimed che si aggiudicò l'appalto per la gestione. Una gara che è stata ritenuta irregolare dal Tar, che ha accolto il ricorso che era stato presentato dalle altre società escluse, e dopo una battaglia durata due anni, il 31 Ottobre la Caprimed ha accettato di consegnare le chiavi al comune. È iniziata da quei giorni la svolta, che ha lasciato la sala cinematografica oscurata, con l'unica eccezione per la riapertura nei giorni di Capri Hollywood. In quei cinque giorni è stato possibile apprezzare le anteprime internazionali, alcune delle quali concorrono all'Oscar, in virtù di un accordo che il comune aveva stilato con gli organizzatori e gestori, nel quale veniva fissata al 10 Gennaio la data delle ultime proiezioni. Il 2 gennaio, appena è stata smobilitata la macchina organizzativa di Capri Hollywood, i capresi invece si sono nuovamente ritrovati con la sala cinematografica al buio. E mentre il Comune cerca di trovare il bandolo di una ingarbugliata matassa, attraverso una nuova gara di appalto, o addirittura gestendolo in proprio, i capresi per poter assistere ad una proiezione cinematografica devono recarsi in terraferma. A gridare allo scandalo e a far sentire la propria voce, proprio in questi giorni è stata la regista Liliana Cavani, che a Capri riveste il ruolo di presidente del Capri Art Film Festival, la manifestazione cinematografica di corti che ha per tema la diversità, e che era stata salutata da numerosi artisti che frequentano Capri, registi, attori e sceneggiatori come una delle iniziative più lodevoli degli ultimi anni. «I capresi meritano di più», ha dichiarato la regista «non c'è comunicata, più scalcagnata che sia, che non abbia la sua sala cinematografica. Il cinema è un'arte della nostra epoca, e non avere una sala cinematografica, è come se un paese non avesse una chiesa. Il comune deve adoperarsi subito per trovare una situazione, semmai affidare la gestione temporanea della struttura ai giovani del Festival, ed è persino comico che sull'isola si organizzi un Capri Hollywood, e poi calato il sipario il cinema scompaia d'incanto». Orfana del cinema proprio Capri, insomma, che, come qualche tempo fa sottolineava la stessa Cavani ha il grande merito di avere «un festival giovane ed entusiasta che ha anche una forte valenza sociale: tratta temi toccanti come la diversità e la tolleranza, e rappresenta una vetrina importante per giovani talenti. Finalmente una manifestazione diversa dalle altre che di solito mirano solo ad operazioni di facciata». (Anna Maria Boniello - Il Mattino)
inserito da A. Cinque