
Positano odissea per un infartuato
Un infartuato, R.F., a cui auguriamo di cuore pronta guarigione per poter gustare la sua insuperabile cucina e la sua straordinaria spontaneità, ha subito una vera e propria odissea per il sistema provinciale del 118. Provinciale in tutti i sensi, ma in particolare nel senso che una emergenza di Positano in costiera amalfitana, per il solo fatto di essere in provincia di Salerno, e di far parte del distretto Cava de Tirreni Costa d'Amalfi, il nostro amico da Fornillo viene trasportato, dal 118 con i volontari della Croce Rossa, a Castiglione di Ravello dove è stato stabilizzato e poi portato all'ospedale di Scafati e da qui trasferito al II Policlinico di Napoli dove si trova ancora in terapia intensiva. Resta ancora un mistero come mai dopo centinaia di segnalazioni da parte della stampa non si tiene presente che l'ospedale più vicino a Positano è Sorrento in penisola sorrentina. Un ospedale che, a parte avere tutti i reparti funzionanti, d la possibilità di cure restando relativamente vicino ai familiari. Non è la prima volta che, seguendo una procedura burocratica, malati positanesi si sono ritrovati a Nocera o Scafati nell'agro nocerino sarnese o a Salerno, nella migliore delle ipotesi, ma anche nel Cilento a Vallo della Lucania e Agropoli e, in alcuni casi, l'ipotesi che questi spostamenti irrazionali, salvo che per la burocrazia, abbiano potuto creare danni o peggio alla salute delle persone non è peregrina. Non diamo consigli, ma a volte è preferibile avviarsi verso l'ospedale di Sorrento da soli. I positanesi dovrebbero crearsi una struttura che possa autogestirsi per far sì che le scelte non siano condizionate dai vertici burocratici ma da ciò che è meglio in primis per la salute e poi per le famiglie che devono assistere i propri cari.
Michele Cinque