
Cava dei Tirreni Portici
Dopo trent'anni sono stati restaurati i portici secenteschi di Palazzo Talamo,danneggiati dal terremoto del 23 novembre 1980.Sono passati perlomeno cinque sindaci a Cava dei Tirreni e alla fine Luigi Gravagnuolo è riuscito a spuntarla con il marchese Talamo che aveva ingaggiato con le amministrazioni comunali una interminabile vertenza.I particolari della vicenda li racconta direttamente il sindaco proprio nella serata in cui annuncia su Facebook le sue temporanee dimissioni.Per questo lungo periodo la città e i cittadini hanno sopportato uno sconcio che deturpava il paesaggio con orribili travi di castagno messi a sostegno delle arcate di due raffinati porticati ad arco,progettati con sapiente tecnica.
Sul filo dell'ironia,il primo cittadino di Cava dei Tirreni manifestava il sottile piacere di aver portato a termine un 'impresa dove gli altri sindaci avevano clamorosamente fallito.E così abbiamo appreso che la decisione non è stata pacifica.Infatti la soluzione si è trovata"solo quando l'amministrazione comunale ha deciso di procedere eseguendo,come prescrive la legge,i lavori in danno del proprietario dell'edificio storico su cui peraltro esiste un vincolo della Soprintendenza".In altre parole l'amministrazione comunale per sistemare lo scempio "ha effettuato i lavori di restauro a sue spese in attesa di chiedere il risarcimento"come ha spiegato il sindaco Luigi Gravagnuolo durante il breve colloquio.
La realizzazione del restauro tuttavia merita qualche riflessione.Di fatto i lavori sono stati fatti con competenza:il primitivo manufatto in tufo e calce,sostituito con un elegante travertino si intona con le linee dell'edificio.Stonano invece pesantemente con il resto del contesto cittadino,gli improbabili colori passati sugli archi ,che creano lungo il corso un orribile contrasto cromatico come ha sottolineato anche il sindaco.Inserito da Valeria Civale