
l'ambasciata italiana non chiude

Due miliziani dell'organizzazione terrorista sono stati uccisi dalle forze governative
MILANO - Il 2010 si apre con la paura di Al Qaeda, di nuovo pronta a fronteggiare l'Occidente sia in patria sia nelle terre degli infedeli. In Yemen è battaglia con l'organizzazione terrorista. Due miliziani dell'organizzazione terrorista sono stati uccisi dalle forze governative. Le forze governative erano alla ricerca di Nazih al-Hanq e vicino Arhab, 40 chilometri a nord di Sana'a, tra i villaggi di Al Hanq e Beit Boussan, si sono trovati sotto il fuoco incrociato dei miliziani. Secondo quanto ha riferito una fonte del luogo. A restare uccisi sono state due guardie del corpo di Hanq e altre tre sono rimaste ferite. Hanq è uno dei capi di Al Qaeda nella Penisola arabica, che in Yemen può fare affidamento su centinaia di uomini. Un ufficiale yemenita ha affermato che nel gruppo terrorista con cui sono stati ingaggiati i combattimenti vi sono coloro che «si ritiene siano dietro le minacce all'ambasciata americana», chiusa da domenica per motivi di sicurezza.
TRUPPE - A Washington l'impegno militare yemenita basta, almeno per il momento. Gli Stati Uniti non invieranno truppe. L'apertura di un terzo fronte di guerra, oltre a quelli afghano e iracheno, è stata esclusa dal consigliere di Barack Obama per l'antiterrorismo, John Brennan, ha detto che «il governo yemenita ha dimostrato la volontà di combattere al Qaeda e accetta il nostro sostegno e glielo stiamo fornendo». Richiesto di un chiarimento sull'eventualità di un invio di truppe nel Paese arabo, Brennan ha risposto: «Non si parla di questo, assolutamente».
AMBASCIATE - Intanto le tre ambasciate in Yemen di Usa, Gb e Francia sono state chiuse dopo che le forze di sicurezza yemenite hanno perso le tracce di un convoglio di sei camion carichi di esplosivi ed armi. Lo riferisce la Bbc, citando «notizie provenienti dallo Yemen». La Francia ha annunciato lunedì la chiusura della sua missione diplomatica, dopo una mossa analoga annunciata da Usa e GB mentre la Germania ha chiuso la sezione consolare. Idem, il Giappone. L'Italia è su una posizione diversa. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è sentito con il ministro degli Esteri europeo, Catherine Ashton, e con lei ha insistito per un «coordinamento concreto ed efficace», sia a Sana'a che a Bruxelles, fra i Paesi membri dell'Unione Europea. La giornata si era aperta con un allarme scattato all'aeroporto di Newark a New York. Un uomo era entrato nell'area «sterile» del terminale C senza essere stato prima passato al vaglio dei nuovi macchinari di screening. Una volta accortisi del fatto le autorità hanno deciso che tutti i passeggeri ai gate avrebbero dovuto rifare lo screening ai metal detector. L'uomo non è stato identificato.
corriere.it inserito da michele de lucia