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05/01/2010

FRANA AD ATRANI, OGGI I FUNERALI DELLO CHEF MENTRE LE ISTITUZIONI SI RIMPALLANO LE RESPONSABILITA´

Amalfi e Atrani la roccia che sovrasta il ristorante Zaccaria
Amalfi e Atrani la roccia che sovrasta il ristorante Zaccaria

Oggi martedì 5 gennaio alle 15 a Pucara la frazione di Tramonti dove viveva,  ci saranno i funerali di Carmine Abate, lo chef di 44 anni, padre di due bambine. Il comune ha proclamato il lutto cittadino. È morto per soffocamento provocato dallo schiacciamento del torace, travolto sabato mattina da un masso staccatosi dal costone roccioso che sovrasta il ristorante ’Zaccarià di Atrani in Costiera Amalfitana. È quanto è emerso dall’autopsia effettuata nella tarda mattinata di ieri all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dal medico legale Giovanni Zotti incaricato dalla procura di Salerno. Al momento nel registro degli indagati non risulta alcun iscritto. Il lavoro dei magistrati della procura salernitana, Frattini e Minerva, in queste ore è rivolto a fare chiarezza sulle eventuali responsabilità e sulla staticità del costone roccioso che sovrasta la struttura ricettiva di Atrani, posta sotto sequestro subito dopo la tragedia. L’Assessorato Ambiente della Regione Campania rende noto che non è mai giunta, da parte del Comune di Atrani o di quello di Amalfi richiesta di intervento per situazioni legate ad indizi di dissesto idrogeologico nella parte del costone franato. Italo Giulivo, dirigente Settore Difesa Suolo e consigliere dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, precisa: “Ad ottobre scorso, il Settore Difesa Suolo al fine di aggiornare la mappa del rischio idrogeologico regionale basata sui piani approvati dalle Autorità di Bacino, ha inviato a tutti i comuni della Campania una lettera con cui si richiedevano le azioni non strutturali adottate dai singoli territori (a partire dai piani di protezione civile e dalle varianti ai piani regolatori generali) e, contemporaneamente, se vi fosse necessità di interventi urgenti legati al dissesto idrogeologico. I Comuni di Atrani e di Amalfi non hanno fornito alcuna risposta”. «La Regione Campania – dichiara l’Assessore all’Ambiente Walter Ganapini – proprio al Comune di Atrani ha assegnato, ad oggi, 700mila euro per il rifacimento della scogliera a mare a 170mila euro per il consolidamento dei costoni a monte della chiesa. Nessuna segnalazione è mai giunta – ha proseguito Ganapini - per i costoni a ridosso del ristorante Da Zaccaria. In ogni sede, da quella europea a quella parlamentare nazionale – ha ricordato altresì Ganapini nella triste occasione - la Regione si è mossa per ottenere i fondi necessari a gestire la priorità assoluta ‘dissesto idrogeologico’. A fronte di un fabbisogno stimato per la sola Campania in 3 miliardi di euro, la Finanziaria nazionale prevede per tutto il Paese 120 milioni di euro. È la manutenzione del territorio la vera priorità e la vera opportunità occupazionale, altro che ponti sullo stretto e centrali nucleari». Da parte del Comune viene già la replica "Quella non è zona rossa" e comincia il balletto sulle responsabilità. Viene da chiedersi, diciamo noi, del perchè in costiera amalfitana si insiste a far degli interventi in zone non antropizzate, come quello di Cevrano a Furore, dove sono stati investiti due milioni di euro e più, o, addirittura, interventi inutili e devastanti per l'ambiente, come quello del Vallone Porto di Positano, dove non vi sono abitanti ma solo specie animali protette. La priorità devono essere i centri abitati, ma spesso gli interventi sul territorio avvengono per logiche che nulla hanno a che vedere con la ragionevolezza o l'interesse della collettività. Invece gli interventi avvengono senza sistematicità, continuando a sfornare migliaia di studi e progetti, che servono solo ad arricchire i tecnici, a fare lavori di somma urgenza, che servono solo ad arricchire le ditte, o a piazzare zone rosse, verdi o blu a seconda delle convenienze e non delle reali esigenze del territorio e c'è da scommetterci che da questa tragedia arriveranno altri fiumi di denaro che verranno sperperati per interventi inutili se non addirittura dannosi invece di pensare ad una seria politica del territorio. E noi giornalisti vilipesi e massacrati continuamente da chi ha il "potere" non possiamo far altro che dar voce a chi non ha voce scrivere e, ora, piangere. Alcuni ci hanno detto perchè non avete accusato dei lavori della galleria? Perchè questo e perchè quest'altro? Abbiamo sempre scritto di tutto e siamo stati attaccati, sempre e comunque. A pochi metri dalla frana il parcheggio comunale Luna Rossa di Amalfi, costato 5 milioni di euro interamente scavato nella roccia. I lavori sono cominciati nel 2006 realizzando scavi con micromine, e le detonazioni hanno creato parecchia preoccupazione nella popolazione. Ma quell'area non è classificata come zona rossa nelle mappe dell'autorità di Bacino Destra Sele

 

Non abbiamo prove, documenti, fatti che ci potevano permettere di scrivere alcunchè, ne vi sono, ma abbiamo sempre scritto quello che potevamo, ma ciò non ci giustifica di fronte alle nostre coscienze. Siamo colpevoli anche noi che non abbiamo fatto tutto quello che potevamo che non abbiamo avuto la forza, soli su un "fronte" come quello della costiera amalfitana, la denuncia quotidiana non è servita a nulla. Non riusciamo a fermare neanche un banale lavoro inutile e assurdo come quello del Vallone Porto di Positano eppure ci abbiamo messo tutte le nostre energie. Rimane la disperazione, ma la ferma convinzione che la testimonianza possa servire. Dare voce ha un senso, ci crediamo ancora. Che altro possiamo fare? Non lo sappiamo.. Il dolore per una famiglia distrutta è l'unica cosa certa in questa vicenda che sembra avviarsi a non avere ne colpe ne colpevoli. La redazione di Positanonews fa le condoglianze alla famiglia e agli amici di Carmine Abate




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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