
Gravagnuolo sindaco di cava
Tanto tuonò che piovve. Tra illazioni, perplessitá e toni accesi che hanno accompagnato gli ultimi mesi dell’azione amministrativa, ieri mattina è giunto l’annuncio delle dimissioni del sindaco, Luigi Gravagnuolo. La notizia ha viaggiato veloce sul filo del web ed è entrata nelle case dei cavesi attraverso youtube, prima di rimbalzare e diffondersi tra i portici. • A renderla nota è stato lo stesso primo cittadino, che con foga ha comunicato di aver protocollato, lo scorso 31 dicembre, il documento in cui sono state notificate le sue dimissioni. Nella nota, peraltro, Gravagnuolo ha chiesto al presidente del consiglio comunale, Lucio Panza, di convocare l’assise consiliare entro il 19 gennaio e di includere, tra i punti all’ordine del giorno in discussione, l’argomento relativo «alla situazione politico-amministrativa determinatasi in seguito alle dimissioni». • Il tono di Gravagnuolo sul web è stato provocatorio. «Non sto gettando la spugna ma un guanto di sfida», ha detto. Alle forze politiche della cittá il sindaco ha lanciato un chiaro messaggio, ponendole, gioco-forza, dinanzi ad un bivio. La scelta è tra due opzioni: andare a nuove elezioni il 28 marzo, innestandole nella tornata elettorale delle regionali, oppure incassare la fiducia di venti consiglieri che gli consentirebbero di ottenere una maggioranza consiliare tale da portare avanti la sua azione amministrativa senza frizioni di alcun tipo. Nel caso si realizzasse quest’ultima ipotesi, il sindaco sarebbe pronto a ritirare le dimissioni: un gesto, questo, che, secondo i termini di legge deve essere compiuto entro il 20 gennaio. • In cittá la notizia delle dimissioni di Gravagnuolo non ha destato grande scalpore. Molti cittadini hanno affermato che si trattava di una "decisione annunciata" e scaturita dalla risicata maggioranza (16 voti incluso quello del sindaco) su cui il primo cittadino poteva contare in consiglio e che lo rendeva ricattabile da parte di singoli consiglieri. Secondo altre voci, inoltre, l’evento decisivo che ha portato Gravagnuolo a dimettersi è stata la notizia che i consiglieri di centrodestra stavano tramando per sfiduciarlo. Per questo ha deciso di giocare d’anticipo e di spiazzare il centrodestra che, ora, dovrá prepararsi a scendere nell’agone elettorale, designando, in tempi rapidi, il candidato che si presenterá come antagonista di Gravagnuolo. Il responso dell’urna si presenta decisamente incerto. • Su tutto c’è comunque un’unica sicurezza: per aprile Cava de’ Tirreni sará governata da un sindaco eletto in modo legittimo ed eviterá in questo modo un anno di commissariamento. Alfonsina Caputano