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02/01/2010

Atrani, quei maledetti 20 metri non messi in sicurezza

La rete visibile sulla roccia si ferma nei pressi della canna fumaria del ristorante
La rete visibile sulla roccia si ferma nei pressi della canna fumaria del ristorante

Chilometri di reti e cavi di acciaio che imbrigliano le rocce della Costiera Amalfitana, poi un vuoto di 20 metri, ed è tragedia.

Il territorio della Costiera Amalfitana sta andando in frantumi e questa non è una novità. Da anni si stanno spendendo milioni di euro per imbrigliare le rocce che sporgono sulle vie rotabili e sugli abitati. Ad Atrani, dove si è registrato il luttuoso evento, solo un anno fa si è concluso un intervento “biblico” di messa in sicurezza del paese. Decine di operai equilibristi, con l’ausilio di elicotteri, in due anni di lavoro, metro dopo metro, hanno racchiuso con le reti i due alti costoni di rocce che racchiudono l’abitato. A lavoro terminato, chiunque era portato a dire: non si poteva fare di più e di meglio. Eppure, inspiegabilmente, 20 metri di roccia, la più subdola, quella non compatta, fatta di pietrisco avvolto dalle radici della vegetazione, è stata lasciata a se stessa in un posto che, oltre ad essere la via di passaggio per chi da Atrani si sposta a piedi verso Amalfi e viceversa, incombeva sui tavoli di un ristorante. Il ristorante, La Cantina del Nostromo, meglio conosciuto come "Da Zaccaria" sorge sul confine Atrani-Amalfi, non a caso un biglietto da visita così recitava: si cucina ad Atrani, si mangia ad Amalfi. Provenendo da Salerno verso Amalfi, subito prima di imboccare il tunnel che porta all’antica Repubblica marinara, si prende la stradina per il centro di Atrani. Dopo pochi metri di caseggiato, inizia un tratto di rete che sorregge la roccia che si affaccia sulla rotabile. La rete arriva e supera di poco la finestra della cucina del ristorante. In quel preciso punto cessa il Comune di Atrani e, beffardamente, si ferma anche la rete. Come a dire: da qui in avanti non mi compete. Da quel preciso punto in avanti , a conferma della fragilità del territorio, si è avuto il tragico distacco.

Sulle possibili concause della moltitudine di mine esplose in passato a poca distanza, durante i lavori del parcheggio in roccia del Comune di Amalfi e dei potenti e sconsiderati fuochi d’artificio durante il periodo natalizio, come leggo in un commento a margine dell’articolo principale, si esprimeranno i tecnici di una commissione di inchiesta che certamente verrà nominata. La cosa triste è che si muove qualcosa solo quando un innocente perde la vita.  

 

Gino Amato

 

P.S.- Quando parlo di messa in sicurezza del Comune di Atrani, mi riferisco solo alle rocce. Restano aperti tutti i capitoli dell'allarme alluvione, del dissesto del territorio a monte del paese e della pericolosità del fiume Dragone per i quali poco o nulla si continua a fare.  




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Gino Amato - ginoamato@alice.it

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La rete visibile sulla roccia si ferma nei pressi della canna fumaria del ristorante. Poco oltre si vede la frana
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