
un momento della serata
MINORI – SALUTATO CON ENTUSIASMO IL RITORNO DEI "RHEGINNA" E DEI "THE PYNK"
Alla fine il risultato ha superato anche le più rosee aspettative e la serata “Non è (più) tempo per noi”, ieri sera, mercoledi 30 Dicembre nello spazio antistante il bar 52 a Minori, ha riscosso un eccezionale successo. L’evento che si è inserito con prepotenza nel programma (invero un po’ scarso) di manifestazione natalizie, era patrocinato dall’Assessorato al Nulla e provava a rimettere insieme i componenti dei gruppi musicali “Rheginna” e “The Pynk”, che quindi tornavano ad esibirsi in pubblico dopo più di dieci anni di assenza dalle scene. Si trattava dunque di ripulirsi un po’ dalla polvere del tempo e di rimettersi in gioco, riproponendo il repertorio storico dei due complessi, un misto di musica pop italiana con incursioni nel rock ma anche nella classica melodia napoletana. L’iniziativa era stata fortemente sostenuta dal bassista storico, Roberto Buonocore, oramai trapiantato a Bologna ma sempre strettamente legato alla terra natia, che ha richiamato la “truppa” storica. Appello al quale ha risposto prontamente Maurizio Ruggiero, oggi insegnante in Friuli, che ha recuperato la sua batteria dal garage, quindi Pasquale Rispoli, tecnico delle comunicazioni giramondo, pronto con chitarra e microfono. Così come Salvestri Ferruccio, storico cantore Scout, sempre pronto ad attingere al suo repertorio fatto dei brani degli storici cantautori italiani. Quindi i giovani “The Pynk”: il frontman Davide Rispoli e la chitarra solista di Pasquale Di Lieto oggi ingegnere in quel di Roma, anche Raffaele Giordano ha di nuovo impugnato le bacchette impolverate della sua batteria. Il pubblico si è fermato dapprima incuriosito (anche dalla rielaborazione di un manifesto originale del 1992), poi interessato, quindi ha preso posto partecipando attivamente alla serata che è riuscita ad offrire almeno 30 brani, intonati nella più spontanea improvvisazione, ma quasi sempre riusciti anche dal punto di vista dell’esecuzione. Battisti, Ligabue, Vasco, un De Gregoriano “Generale” di rara intensità, persino un omaggio a Rino Gaetano con la sua “Gianna” cantata da tutti. Quindi Ruggiero ha ricordato il gruppo dei “New mode” ancora più longevo chiamando l’allora cantante Maurizio Di Pino, presente tra il pubblico, ad un saluto e al racconto di un aneddoto. Eccezionale l’intervento alla chitarra di Fernando Lembo, componente de “Gli ultimi”, gruppo antenato di tutti gli altri (fine anni ’60), che ha eseguito “Malafemmena” per la voce dello stesso Ruggiero.
Considerato l’assoluta improvvisazione delle esecuzioni, si può tranquillamente dire, che i Rheginna (ai quali mancavano almeno altre tre colonne portanti) hanno tenuto bene la platea e che la spina dorsale dei “The Pynk”, dei quali faceva parte anche l’organizzatore della serata nonché Assessore al Nulla, l’architetto De Iuliis Christian (che ha anche rimbracciato la chitarra seppure per pochi minuti), ha sostenuto il peso del ritorno con grossa padronanza del palcoscenico. Prima della conclusione della serata c’è stato anche l’intervento a sorpresa del noto artista “spiaggista” Nico D’Auria che ha sollecitato l’attenzione sulla annosa questione del ritorno degli emigranti minoresi che, seppur lontani, continuano ad amare con passione il proprio paese d’origine. La serata si è conclusa allo scoccare della mezzanotte, con la canonica “Alba chiara” e l’ennesimo “solo” di chitarra del Di Lieto, il numeroso pubblico è tornato a casa soddisfatto, così come felice del successo della manifestazione appariva il gestore del bar 52 Nicola Gatti (tra l’altro anch’egli componente de “Gli ultimi”), confermatosi mecenate e da subito sostenitore entusiasta dell’iniziativa.
Poco importa se da oggi i “Rheginna” e i “The Pynk” torneranno a far parte dei ricordi, e riporranno di nuovo gli strumenti nel sottoscala, conta l’entusiasmo e felicità di un momento, che, si spera, non sia stato e non rimanga irripetibile.