
Il vice ministro alle Comunicazioni Romani: «Aumento in linea con l'inflazione rilevata dall'Istat». Agcom: «È un errore»
ROMA - Il canone Rai per il 2010 aumenta di 1,50 euro. Passerà quindi dagli attuali 107,50 a 109 euro. Lo ha stabilito il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, firmando il decreto che consente alla Rai di avviare la stampa dei bollettini. L'azienda di viale Mazzini incasserà circa 24 milioni in più. «Abbiamo firmato il decreto mercoledì» ha confermato il vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani, spiegando che «l'aumento è in linea con l'indice d'inflazione rilevato dall'Istat».
AGCOM: «È UN ERRORE» - Nettamente contraria l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e in particolare il Consiglio nazionale degli utenti, secondo cui l'aumento del canone era «assolutamente da evitare, soprattutto a fine 2009, anno che ha visto il passaggio al digitale diverse aree, tra cui Roma, con notevoli difficoltà per i cittadini». Il Cnu chiede anzi che l'azienda informi i cittadini sull'utilizzo dei proventi del canone. L'Aiart, associazione di telespettatori cattolici, sottolinea che a maggiore prezzo non corrisponde maggiore qualità: «Tanta solerzia nell'adeguare il canone, ma poca attenzione alle richieste degli utenti che chiedono maggiore qualità - afferma il presidente Luca Borgomeo -. La Rai infatti continua a puntare su intrattenimento, reality, giochi a premi». Di diverso parere il segretario Usigrai Carlo Verna, secondo cui l'aumento è una goccia nel mare e «il nodo rimane quello dell'evasione».
ESENZIONE PER MENO ABBIENTI - Tutte le parti politiche si dicono d'accordo con l'iniziativa. Enzo Carra del Pd plaude al governo, ma sottolinea che «la decisione va accompagnata da un serio disboscamento dell'evasione fiscale. Per il momento parliamo di 1 euro e mezzo d'onore». «L'aumento del canone era inevitabile, ma il governo ha cercato di limitarlo al massimo - sottolinea il senatore del Pdl Alessio Butti -. Ora faccia seguito l'esame delle proposte di riforma già depositate in Parlamento, tra cui quella firmata dal sottoscritto, il cui obiettivo è la riduzione dell'evasione e la graduale esenzione dal pagamento del canone per anziani, pensionati e famiglie meno abbienti. L'auspicio è che per il 2010 l'incremento del canone possa favorire un aumento della qualità dei programmi, a vantaggio del pluralismo e della piena soddisfazione dei contribuenti». Il capogruppo dell'Udc in commissione di Vigilanza Rai, Roberto Rao, sottolinea che l'evasione è calcolata in 500 milioni di euro e propone di inserire il canone nella bolletta energetica: «Così si potrebbe anche pensare all'esenzione per le fasce sociali meno abbienti e a investimenti per le zone non raggiunte dal digitale terrestre».
corriere.it inserito da michele d elucia
