Occhi nuovi per “guardare” il Natale
Come è bello quando impariamo a guardare con occhi più teneri le persone che ci sono vicine, anche quelle più “diverse” da noi. Che grande traguardo! Cominciamo a sentirci liberi di essere realmente noi stessi con gli altri, non abbiamo più paura di cosa scopriremo perché lentamente ci capiterà, “guardando “ con attenzione l’altro che ci passa accanto,di pensare che ci dà gioia averlo incontrato, lui diventa un bene prezioso per me. Questo avviene quando abbiamo capito che non siamo più in due in quell’incontro casuale della nostra vita, ma che si è aggiunta come terza, la compagnia della bellezza, della gioia , della luce ,in una parola dell’immagine del divino che noi riusciamo a scorgere nell’altro e che ci cambia lo sguardo sulle situazioni e sulle persone. Il modo con cui guardiamo alla vita è fondamentale per la nostra serenità interiore, ci colpisce molto più profondamente di quanto possiamo credere: per questo i pagani(/e non solo loro!!) avevano paura del “malocchio” e portavano amuleti per proteggersi. In realtà essi si sentivano oppressi unicamente dal loro modo di vedere e cercavano una difesa, anche se ingenua , contro le ombre che erano dentro di loro….
Viene fatto spesso menzione dello sguardo luminoso di Gesù nel Vangelo quando è scritto“ allora Gesù fissatolo lo amò” (Mc10,21), a proposito del giovane ricco. O quando Gesù guarda la donna emorroissa che nel Vangelo di Matteo,(9,20-22) esclama“ Se riuscirò anche solo a toccare il lembo del suo mantello , sarò guarita”e la guarisce. E’però ancora più significativo quando Gesù guarda Pietro dopo il suo tradimento, quello stesso Pietro che prodigiosamente aveva camminato tempo prima sulle acque o che era stato così sicuro della sua fede, e che invece solo nel tradimento incontra veramente se stesso e piange sentendosi fallito e deluso.” Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte “( Mt 26,34), gli aveva predetto Gesù, leggendogli il cuore …..
A Natale, festa invernale per eccellenza, cerchiamo a tutti i costi la luce, sia che venga dai negozi addobbati o dalle le strade luccicanti, che dal nostro presepe e dall’albero pieno di palle colorate. Ognuno a suo modo sente il bisogno di “illuminazione”, vuole esporsi alla luce,riempirsi gli occhi di splendore…ma molti sanno che c’è un’altra luce ,molto più potente anche se nascosta ,che va cercata solo con un paziente lavorio dell’anima,ma che può illuminare davvero lo sguardo senza più bisogno di elettricità, basta seguire comunque anche una sola stella camminando nel proprio deserto, come hanno fatto alcuni duemila anni fa….Ma per camminare abbiamo bisogno di energia vitale, come mettiamo benzina nella macchina,o il cibo nello stomaco. Invece dovremmo cercare di fare il pieno soltanto della luce divina in questo nostro Natale ,di solito si tratta di una luce che brilla in luoghi inaspettati e molte volte nei più bui,ma se riempiremo in questo modo il serbatoio del nostro cuore, senza rendercene conto, potrebbe capitare di vederlo presto traboccare!
Vi dò il mio Buon Natale con gli auguri di uno speciale uomo di “luce” della nostra epoca , don Tonino Bello,molto adatti secondo me, a dare speranza a questo nostro tempo così “poco illuminato”!
“Tanti auguri perché,
nei vostri occhi,
ci sia sempre la trasparenza dei laghi
e non si offuschino mai
per le tristezze della vita
che sempre ci sommergono.
Vedrete come, fra poco,
la fioritura della primavera spirituale
inonderà il mondo,
perché andiamo
verso momenti splendidi della storia.
Non andiamo verso la catastrofe.
Ricordatevelo….”
Trudy Borriello
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