
18 dicembre - Nel locale campeggiava un grosso poster con un invito che pochi dubbi lasciava alla natura del posto in cui s’entrava: «Diventa un re del poker». Ufficialmente era individuabile come ristorante, fra i più noti della cittadina vesuvana, che spazia su due ampi livelli, uno superiore l'altro inferiore, ma per i clienti più affezionati, ma soprattutto fidati, dopo le succulente portate, i tavoli da pranzo di trasformavano in tavoli verdi, passando al livello superiore.
L'indagine. I finanzieri della compagnia di Casalnuovo di Napoli, coordinati dal capitano Antonio Antonucci, hanno così scoperto una bisca clandestina a Sant’Anastasia dove 33 aspiranti campioni di «poker texas hold’em» si erano dati appuntamento per partecipare ad un torneo organizzato da 2 persone del posto.
Il blitz. Tutto organizzato in perfetto «Las Vegas style»: quando hanno fatto irruzione nel locale, i militari non credevano ai loro occhi: un vero e proprio casinò improvvisato con tanto di cassa “cambio fiches”, tavoli verdi, nuvole di fumo e mazzi di carte da cambiare ad ogni mano.
Pronti al “all in”. Il gioco del «texas hold’em» è una particolare versione del poker particolarmente in voga in questo periodo tanto da attirare l’attenzione dei palinsesti televisivi: vera e propria moda che ha contagiato tutti gli amanti del gioco d’azzardo. Infatti, il texas hold’em è una versione più spregiudicata del poker classico: ad ogni giocatore vengono distribuite due carte coperte, mentre sul tavolo ne vengono disposte tre scoperte a cui il “dealer” (il mazziere) aggiunge, in momenti diversi, altre due. Il punto vincente è dato dalla combinazione delle cinque carte sul tavolo con le due in mano al giocatore, e non c’è limite al rialzo:il famoso “all in”.
I giocatori. Ai tavoli erano sedute persone di ogni estrazione sociale, dal professionista all’operaio, allo studente. Ad organizzare la bisca M.C., 33enne di Sant’Anastasia e M.S., 51enne di Sant’Anastasia, proprietaria del locale. L’ingresso era di € 30 a persona e per giocare venivano distribuite fiches (le famose “chips”) in modo da non tenere danaro sui tavoli. Il valore delle fiches era variabile tra i 5 e i 20 euro.
La denuncia. Tutti sono stati denunciati a piede libero alla procura di Nola per i reati di organizzazione e partecipazione al gioco d’azzardo. Il danaro, circa 1200 euro, le circa 6000 chips , un computer utilizzato per gestire il torneo ed il locale (il solo livello superiore mentre a quello inferiore continua la normale attività di ristorazione) sono stati sottoposti a sequestro. Sono in corso indagini per accertare se si sia trattato di un fenomeno isolato o se quella dell’altra notte fosse solo una tappa di un “torneo itinerante” inserito in un più vasto di un circuito di gioco d'azzardo la ci gestione è regolata dalle leggi del testo unico di pubblica sicurezza.
ilmattino.it inserito da michele de lucia