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14/12/2009

L´ho colpito perchè lo odio"La confessione di Tartaglia

 "L'ho colpito perchè odio la sua politica".Dopo quasi due ore di interrogatorio Massimo Tartaglia,l'aggressore del premier,consegna ad Armando Spataro il magistrato a capo del pool antiterrorismo che lo sta interrogando questa motivazione del suo folle gesto.

Il quarantaduenne"psicolabile"da quando aveva 18 anni,ha detto amaramente il padre ,ha fornito la sua versione dei fatti.Quando era stato arrestato dalla sicurezza del premier aveva farfugliato:"Non sono io,non sono nessuno",poi negli uffici della Digos ha messo ordine nei suoi pensieri confusi ed ha raccontatodi essersi diretto in piazza del Duomo dopo "che gli era saltato l'appuntamento che aveva con un'amica".Dice di aver ascoltato l'intervento del premier e di essersi allontanato infastidito per quello che aveva sentito.Poi mentre ,stava raggiungendo la metropolitana ha visto la macchina del presidente del consiglio parcheggiata ,ma soprattutto ha sentito le grida di alcuni contestatori che hanno attratto la sua attenzione,così si è infilato in una strada laterale per tornare indietro e si è trovato davanti Berlusconi.A quel punto confessa,"l'ho visto e ho tirato l'oggetto".

Un racconto,quello di Tartaglia ,giudicato tutto sommato"coerente nonostante sia chiaramente frutto di una mente disturbata".In serata l'aggressore ha voluto chiarire di non aver avuto mandanti:"L'ho fatto io da solo,non sono il killer di  nessuno".L'aggressore del premier è in una cella della sesta sezione,da solo;nei suoi confronti sono state predisposte misure d'alta sorveglianza".Ma a quanto pare ieri sera,in piazza Duomo,Massimo Tartagli non ha nascosto le sue intenzioni."Striscia la Notizia ha trovato due testimoni,due fratelli che hanno raccontato di aver provato ad allertare un agente tra la folla.I due avrebbero sentito i commenti dell'uomo  che minacciava un'aggressione."Abbiamo notato una persona in piedi vicino allo stand  del Pdl. Era agitata,parlava di Berlusconi dicendo che lo stava aspettando.Era una frase palesemente minacciosa e lasciava intendere che era uno squilibrato mentale.La sera poi lo abbiamo visto nelle riprese delle notizie in telegiornale".

I fratelli ,insospettiti avrebbero raggiunto una pattuglia nelle vicinanze."Abbiamo deciso di informare una pattuglia nelle vicinanze,che sostava davanti alla galleria di Piazza Duomo".Il poliziotto,impegnato in una conversazione telefonica,li avrebbe liquidati dicendo"Chiamate il 113".I due testimoni precisano ci saremmo aspettati quantomeno un controllo e probabolmente quello che è accaduto si sarebbe potuto evitare".

Nelle tasche e nella valigeta che Tartaglia aveva con sè ieri gli agenti hanno trovato un bizzaro "armamentario",una bomboletta di spray urticantew,una lastra in plexiglass di venti centimetri,un soprammobile in quarzo ,un accendigas di grosse dimensionie un crocifisso in gesso lungo circa 30 centimetri.Prima c'era anche la miniatura scagliata contro il premier,andata in frantumi e i pezzi sono stati raccolti sul luogo dell'aggressione.Ora gli investigatori scavano nelle reti di amicizia dell'uomo;ma che abbia agito da solo sembra ormai appurato.Lo dice il padre Alessandro,che gli amici definiscono sconvolto e impotente di fronte alla malattia mentale del figlio,che giura non aveva mai avuto comportamenti aggressivi contro altri."Massimo ha agito da solo,non ha mai fatto parte di gruppi politici.Ieri ci ha detto che sarebbe uscito con un'amica"questo conferma le parole del figlio.Il padre non crede però all'odio per il premier confessato dal figlio:"Mai manifestato un'avversione così violenta per Berlusconi.In casa si parla di politica  ma in modo normale e adesso non so come aiutare mio figlio".La magistratura intanto procede per lesioni con l'aggravante della premeditazione e del fatto che la vittima è un pubblico ufficiale.La Digos ha inviato in procura l'informativa sull'accaduto ed il procuratore aggiunto Spataro sta preparando la convalida dell'arresto.Il legale del premier Niccolò Ghedini ha detto di voler sentire il Cavaliere prima di decidere se denunciare o meno l'uomo.Comunque il reato di cui è accusato è perseguibile d'ufficio.Inserito da Valeria Civale




Inserito da:
Valeria Civale - valeriacivale@yahoo.it

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