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10/12/2009

Commenti all’articolo “Padre Nostro … ”. Chi ti credi di essere? il depositario della Verità? Il vuoto esiste.

Alba fantastica
Alba fantastica

 

Ho ricevuto molti commenti al mio precedente articolo Padre Nostro che sei nei cieli ... così ha inizio il grande inganno”. In questa puntata ne pubblico solo alcuni accompagnati dalle mie osservazioni. Una volta tanto voglio scrivere un articolo con meno di dieci pagine :-)

 

1. Ma chi ti credi di essere? Come fai ad essere così presuntuoso ed arrogante da pensare di essere il depositario della Verità? Ti reputi più intelligente di tutti i Profeti, gli Apostoli, i Santi, i Dottori, i Papi che hanno fondato la Chiesa. Su quali fondamenta si basa la tua temeraria arroganza?  Roberto …

 

2. Caro Luigi, lasciamo stare Dio dove sta, cercare di capirlo è impossibile, sa perché? Lei ci capisce qualcosa dell'Universo? C'è qualche essere al mondo che ci può capire qualcosa? Se si me lo dica che gli scrivo... Sa cosa dice il rigoroso metodo scientifico? In mancanza di dati sensibili nessuna teoria può divenire Legge! Lei è in grado di toccare Dio?  Io sono giunto a delle conclusioni mie personali che sono sicuramente errate, come, scusa se mi permetto, saranno sicuramente errate anche le sue poiché, se fossero giuste, significherebbe aver raggiunto la conoscenza del mistero di Dio e della Vita, ossia l'infinito stesso che, per sua stessa natura concettuale, è irraggiungibile. L'importante, a mio modo di vedere, è ricordarsi un umile insegnamento "io so di non sapere...". Fabrizio Fiordiponti.

 

3. Caro Luigi, a volte leggendo i tuoi articoli ho la sensazione che alcuni filosofi, in particolare Spinoza, siano stati dotati della ‘Verità Assoluta’ e a noi non rimane che cercare di capire ciò che hanno voluto dire, per arrivare alla verità. La verità, invece secondo me, è un processo conoscitivo a cui gli stessi filosofi non si potevano sottrarre. Il bello della scienza è che è una verità di tipo incrementale, cioè, in particolare grazie alla matematica, si può far tesoro delle conoscenze acquisite dalle precedenti generazioni per migliorare i propri modelli di realtà. Giovanni Mazzini.

     

    Rispondo insieme a questi commenti perché, in fondo, tutti e tre mi invitano a dubitare delle mie convinzioni. Sostanzialmente, concordo con  Fabrizio e Giovanni. Anche secondo me la Verità, con la ‘V’ maiuscola  è irraggiungibile, al di fuori della nostra portata.  Sì, la verità è di tipo incrementale e con il passare delle generazioni migliorano i modelli della realtà. Ma si potrà mai giungere alla conoscenza del “modello ultimo”? Secondo me, no! Concordo pienamente con Fabrizio quando dice che la quantità di conoscenza della verità delle cose è scientificamente direttamente proporzionale alla quantità di mancanza di conoscenza. Ossia più sappiamo e più ci accorgiamo che c'è ancora di più da sapere rispetto a quello che prima pensavamo di non sapere. Allora conviene adagiarsi sull’idea di Socrate che “tutto quello che so è che non so niente” come sembra suggerire Fabrizio, e quindi smettere di cercare di capire? Io stesso, fino a qualche anno fa, ho flirtato con il punto di vista scettico e agnostico. Sarà forse colpa dell’età, ma questa posizione mi sembra ora sterile e improduttiva e che porti al vuoto spirituale, alla conclusione che la mia esistenza sia inutile, priva di significato.

    Per il mio benessere spirituale, quindi per puro egoismo, ho bisogno di una cornice in cui inquadrare il mio essere qui in questa vita. Certo avrei potuto prendere la scorciatoia della ‘Rivelazione’, accettare la “verità” della Chiesa, i suoi dogmi. Avrei fugato così tutti i possibili dubbi e la fatica della ricerca. Purtroppo, il mondo immaginario di santi, angeli, arcangeli, madonne, demoni, miracoli, resurrezione dei morti …  ecc.  è per me inaccettabile, perché mi sembra basato su un modello della realtà ingenuo e primitivo. Un modello che andava benissimo 3000, 2000 o anche 1000 anni fa (qui rispondo a Roberto). "Nelle epoche buie la miglior guida dell’uomo è la religione, così in una notte nera come la pece la migliore guida è un cieco: costui riconosce strade e sentieri meglio di chi vede. Quando arriva il giorno, però, è da sciocchi usare per guida un vecchio cieco" (Heinrich Heine)

    Ho preferito intraprendere invece la strada della ricerca non della Verità che,  per sua stessa natura, come detto prima, è irraggiungibile, ma di una ben più modesta verità personale, quella che meglio soddisfa le mie personali esigenze. In questa ricerca ho anche preso in considerazione teologi (cattolici?)  moderni come Pierre Teilhard de Chardin, Dietrich Bonhoffer e Vito Mancuso. Costoro hanno una posizione molto più sofisticata, allettante e interessante di quella ufficiale della Chiesa  …  ma non mi hanno convinto completamente. Alla fine …  ho scelto Spinoza.

    Spinoza è il depositario della Verità? Assolutamente no, altrimenti avrebbe avuto conoscenza del “modello ultimo” che, come detto prima, è irraggiungibile. Spinoza è semplicemente il filosofo che più di tutti mi offre una giustificazione logica, oltre che spiritualmente acquietante, al mio essere nel mondo. Mi rendo conto che questo mio approccio umile e minimalistico non traspare dai miei articoli. Ammetto di dover cambiare il mio stile di comunicazione :-)

     

4. Caro Luigi, queste sere prima di addormentarmi sto leggendo il tuo ultimo articolo ... so bene che dovrò rileggerlo ancora perché vuoi la mia limitatezza, vuoi la stanchezza non riesco ancora ad approfondirlo come vorrei. C'è però una frase che mi ha colpito:  “Noi non conserviamo, dopo la morte, la nostra mente con i ricordi, gli affetti. Allora cosa saremo dopo la morte individuale? Saremo quello che eravamo prima di nascere … e non arrischiarti a pensare che prima della nascita noi eravamo NIENTE “.  Allora dico ...  sì è vero facevamo parte del Tutto ma non ne eravamo consapevoli, né credo che ne saremo consapevoli dopo la morte ... ma senza questa consapevolezza credo davvero di poter dire che diventeremo niente ... o forse solo una particella inconsapevole di appartenere ad un Tutto Divino.  Credo sì di far parte di un Tutto, ma credo anche che la nostra individualità sia annientata nel Tutto ... mi sento così un piccolo essere in balia della Natura ... proprio come una foglia che finita la sua funzione, viene strappata dal vento ...  sgretolata ... annullata e di lei resta solo un pizzico di polvere disperso nell'aria. OK... sono ancora lontana dall' aver capito la meraviglia del Tutto in Tutti ...  senza la consapevolezza cosa eravamo e cosa saremo? L'onda di energia che ci pervade avrà coscienza di sé? Come mi sento stupida a farti queste domande ... però ce l'ho nella mente che mi martellano e allora te le pongo anche a costo di mostrare la mia ottusità! Angela Constantini

     

    Cara Angela, perché parli di ottusità e limitatezza?  Il fatto è che tu sei diversa da me, hai una diversa predisposizione psicologica e non riesci ad accettare la perdita di coscienza personale a seguito della morte individuale. Io invece … mi annoierei a morte ad avere a che fare con la mia coscienza per l’eternità  … mentre ho un ricordo bellissimo della pace e immensità che permeava il mio essere prima della nascita (scherzo … ovviamente)

     

5. Nello specifico dell'articolo dici che se Dio è infinito deve essere in tutte le cose. E' vero però si potrebbe obiettare che ciò non è vero nel caso di spazi a dimensioni diverse: ad esempio la retta è infinita ma non occupa tutto uno spazio piano (anzi ne occupa una minima parte). Giovanni Mazzini

     

    Spinoza dice che “Dio è l’ente assolutamente infinito  … che consta di infiniti attributi, ognuno dei quali esprime un’essenza eterna e infinita”. Credo che la chiave di lettura della frase sia la parola ‘assolutamente’. Se trasportiamo questo concetto nello spazio bidimensionale,  allora l’ente assolutamente infinito è lo spazio piano, mentre le infinite possibili rette, infinite nella loro specie, sono l’espressione di uno dei suoi attributi.

     

6. Dal tuo articolo mi sembra che ritieni che il vuoto è in qualche modo pieno. Non conosco la teoria delle stringhe. Ma la teoria della relatività ristretta (TRR) ha come mattone fondamentale proprio l'esistenza del vuoto: perché la velocità della luce è uguale in tutti i sistemi di riferimento? Perché si propaga nel vuoto ed il vuoto è uguale per tutti.  Nel suo procedimento logico, Einstein stesso è partito dal concetto di vuoto. Più o meno il ragionamento di base, desunto da me da libri sulla TRR, è il seguente: “il vuoto è vuoto, cioè assenza di tutto” e quindi il vuoto è uguale per tutti i sistemi di riferimento, non ce ne è uno preferenziale”.  Giovanni Mazzini

     

    Caro Giovanni, io penso invece che non esista alcun angolo dello spazio che sia fisicamente vuoto.

    E' vero che la TRR demolisce il concetto di etere inteso come qualcosa che riempie lo spazio fra la materia e che serve da supporto alla trasmissione della luce. Ma eliminato il concetto di etere, si può dire che fra le particelle di materia c'è il vuoto? E cosa s’intende per vuoto?

    Dal dizionario: vuoto = “spazio completamente privo di materia”. Ma per materia si deve intendere solo la materia ponderabile o anche, vista l’equivalenza energia=massa, la materia allo stato di energia? E lo spazio colmato e modificato dai diversi campi, gravitazionale, elettrico, debole … ecc. è ancora spazio vuoto omogeneo?

    In "Sidelights on relativity", Einstein scrive: "The special theory of relativity forbids us to assume the ether to consist of particles observable through time, but the hypothesis of ether in itself is not in conflict with the special theory of relativity." Continua poi scrivendo che la teoria della relatività generale è, in effetti, una teoria dell'etere. "The recognition of the fact that 'empty space' in its physical relation is neither homogeneous not isotropic, compelling us to describe its state by ten functions ( the gravitation potentials ) has, I think, finally disposed of the view that space is physically empty."

    Infine, andando oltre la fisica, se, come dici tu, il vuoto è “assenza di tutto” allora il vuoto diventa una categoria del pensiero filosofico: Assenza di Tutto = Vuoto = il Nulla. Tu riesci a pensarlo il Nulla? Io no ... non riesco neanche a pensarlo il Nulla.

    Esiste il vuoto? Esiste il nulla? Esiste la morte? Secondo me, non esiste né il vuoto, né il nulla, né la morte. 


A presto 
Luigi Di Bianco
 
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