 Gianni Alemanno
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ROMA – Lavavetri, extracomunitari e prostitute. Sono tutti di nuovo lì. I lavavetri a lavare, le prostitute ora rivestite e gli extracomunitari hanno sempre le bancarelle. Il sindaco Gianni Alemanno è bocciato e senza appello. La pagella dopo diciotto mesi alla guida del Comune più grande d’Italia è dei vigili urbani, gli stessi che durante la campagna elettorale avevano appoggiato la candidatura, facendo convergere i propri voti e quelli dei familiari. Dopo appena un anno e mezzo l’amore è defunto. Almeno per i 6 mila, su un totale di oltre 7.000 agenti, che da anni girano con due tesserini: quello della polizia capitolina e quello della potentissima associazione Arvu.
Dopo lo scandalo scaturito da un’indagine della stessa associazione che ha portato all’allontanamento del responsabile della disciplina del Corpo, ora l’Arvu accende la luce sul sindaco e sull’uso che viene fatto dei vigili che invece di aumentare diminuiscono. E il sindaco ora dovrà fare i conti con questi ex elettori.
In esclusiva per Affaritaliani.it parla Mauro Cordova, agente di Polizia Municipale e presidente dell’associazione che ha fatto tremare prima Rutelli e poi Veltroni e rompe il silenzio anche a rischio delle possibili ire del sindaco: “E’ Bocciato e i motivi sono tanti. Cominciamo con la riforma totale della Polizia che non è avvenuta, abbiamo fatto una serie di iniziative a tutela della città e come risultato le ragazze che prima erano nude ora sono vestite. Per l’abusivismo commerciale abbiamo portato un sacco di extracomunitari al Comando e abbiamo prodotto un mare di carta, ma vediamo che Roma è ancora piena di abusivi extracomunitari. Vogliamo parlare dei lavavetri: li abbiamo allontanati ma solo per qualche giorno. In compenso vediamo sempre meno vigili in strada, sempre i poveri 500 ex precari che sono stati stabilizzati, a fronte di 800 persone che vanno in pensione e quindi non c’è neanche il turn over”.
Per Cordova il problema dell’efficienza dei vigili urbani romani è un problema politico, colpa “anche delle passate giunte, perché il nostro è un lavoro che se organizzato, potrebbe dare servizi reali in strada. Oggi siamo senza programmazione e senza obiettivi. Non c’è assolutamente nulla”.
Ma cosa chiede la potente Arvu: “Una riforma seria – spiega il presidente – uno stipendio decoroso, meno burocrazia e la possibilità di dare servizi di sicurezza senza sostituirci ad altre forze di polizia. Per noi la sicurezza è evitare tutti gli incidenti mortali che sono accaduti in città in questi ultimi due anni. Le strade ora sono terra di nessuno perché senza vigili ognuno fa quello che vuole”.
Sullo storico traffico romano l’Arvu ha le idee chiare: “La colpa è dei romani che sono indisciplinati e non hanno la cultura del rispetto. E’ vero pure che questa cultura va insegnata ma se non ci sono vigili, chi può farlo. Si pensa più agli extracomunitari al semaforo e meno alla sicurezza stradale al vivere civile e al rispetto delle regole del Codice della Strada”.
Infine, i rapporti con Alemanno: “Abbiamo creduto in questo sindaco e lo abbiamo appoggiato - conclude Mauro Cordova – dopo le elezioni ci siamo incontrati una sola volta, ora sono passati sei mesi e non è cambiato nulla. Per la prima volta da trentacinque anni di associazione oggi non abbiamo un riferimento all’interno dell’Amministrazione”.
foto e testo tratto da affaritaliani.it inserito da michele d elucia