
Basta un click con il tasto del mouse e l'immagine che ti rimanda il video del computer ti fa ritrovare in via dell'Abbondanza, negli scavi di Pompei, proprio all'incrocio con la via Stabiana, sotto l'arco di Olconio; fai ruotare di un niente la rotellina dello stesso mouse e ti muovi lungo la strada, in avanti, verso il cantiere di scavo dei Casti Amanti e la Casa di Polibio, o all'indietro, in direzione delle Terme Stabiane. Di più. Puoi far muovere gli occhi virtuali in alto e in basso, a destra o a sinistra e trovarti proprio sull'uscio del termopolio, il fast food di venti secoli fa, o guardare da vicino le scritte elettorali e gli affreschi con Venere sulla quadriga tirata dagli elefanti, sulle pareti della bottega del feltraio Verecundus. Potenza della tecnologia. E di internet. E, lungimiranza di chi pensato di portare anche nella cittadina distrutta dalla furia del Vesuvio 2000 anni fa Street View, il servizio di Google maps che, nato appena due anni fa, consente di «camminare» nelle strade e nei vicoli di numerose città del mondo attraverso fotografie panoramiche scattate al livello della strada. L'accordo tra la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero dei Beni Culturali e Google Italy, è stato annunciato ieri da Mario Resca, che del settore per la «valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac» è il direttore generale. «La possibilità di passeggiare virtualmente tra le meraviglie di Pompei - ha osservato - offerta a milioni di utenti, rappresenta uno straordinario veicolo promozionale per il turismo italiano ed uno stimolo per tanti potenziali turisti a venire di persona a vedere il sito archeologico. Insomma, una sorta di matrimonio perfetto tra due soggetti leader mondiali: Google per il web e le nuove tecnologie, noi per quantità e qualità del patrimonio culturale». Ovviamente, per adesso, il collegamento con Street view da solo la possibilità di muoversi nelle strade e guardare dall'esterno gli edifici pubblici e privati. Tuttavia, non si può escludere, che in futuro, un nuovo accordo porti l'occhio del «grande fratello» virtuale tra le stanze e i triclini di qualcuna tra le più belle dimore pompeiane. Dunque, Pompei, in questo modo diventa il primo sito archeologico al mondo visibile su Google e «La sua digitalizzazione attraverso Street View è un primo importante passo per diffondere ulteriormente la storia e la cultura del nostro paese», ha sottolineato quindi Carlo d’Asaro Biondo, vice presidente di Google, «L’accordo sottoscritto - ha poi aggiunto Marcello Fiori, Commissario straordinario per gli scavi di Pompei - rientra nel piano di rilancio e valorizzazione del sito, che, oltre al restauro e alla fruibilità di circa settanta domus, ha come obiettivo anche l’apertura degli scavi ad eventi teatrali e musicali, la messa in sicurezza dei reperti e la lotta alle situazione di illegalità». (Carlo Avvisati - Il Mattino)
inserito da A. Cinque